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Un carnet di mille urgenze

LIVORNO – Non so bene come i nostri quattro lettori la pensino: ma il rientro del presidente Corsini al timone dell’AdSP del Tirreno settentrionale non potrà svolgersi come un piccolo evento di ordinaria amministrazione. Non voglio ipotizzare risentimenti, né tantomeno vendette: anche se certe umane amarezze non si cancellano certo con un colpo di spugna. E come diceva Groucho Marx, “la miglior vendetta è la vendetta”. Ferma tutto, lasciamo agli umoristi certe battute, perché questa è una faccenda dannatamente seria.

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Da quello che ci risulta, Corsini ha preso atto dell’operato dell’ammiraglio Verna in chiave positiva, anche per quanto riguarda la recente ridistribuzione dei compiti all’interno. Già prima di essere “congelato” il presidente aveva annunciato due principi fondamentali per la gestione dell’AdSP, che probabilmente saranno le sue priorità al rientro: nessun più incarichi “ad interim” ai vertici dell’Autorità, e quindi responsabilità a livello delle varie direzioni precise e dirette; e gestione dell’enclave di Piombino autonoma da quella di Livorno, sia pure sotto il cappello delle direttive generali da palazzo Rosciano. Se così sarà, dovrebbero anche sgonfiarsi certe beghe pseudo-sindacali sulle differenti retribuzioni del personale (sono mesi che le trattative in corso non approdano a un risultato condiviso) e dovrebbe essere riconosciuto a Capuano un grado di autonomia elevato rispetto alle direzioni di Livorno. Piombino tra l’altro è finalmente in una fase di decollo di alcune delle grandi iniziative private rimaste troppo a lungo in stand-by per l’infinita rete burocratica in cui sono finite, con in testa la PIM che è sempre in attesa della necessaria banchina. Per Livorno stanno maturando la gara dei bacini, i lavori per il “Marina” del Mediceo, le prospezioni geologiche per la Darsena Europa, i collegamenti ferroviari con la rete nazionale, il trasferimento del TCO in Darsena Toscana (con relativa richiesta di una banchina più lunga perché quella prevista non basta) la stazione di rifornimento di GNL in Darsena Petroli, il riassetto delle aree acquisite da Sintermar ma contestate dalla stessa AdSP, la maturazione della gara della Porto 2000 con la definizione (finalmente) di un crono-programma preciso. Non vi basta? C’è da completare il programma per l’interporto/retroporto Vespucci con l’acquisizione delle quote di maggioranza; c’è da risolvere il rebus della “cold ironing” alla Sgarallino, per la quale era stato promesso finalmente un utilizzo da quest’anno; c’è da mettere mano (s’è davvero aspettato troppo) a risolvere il nodo stradale e ferroviario del Calambrone, che in quest’agosto di continui imbuti di traffico ha richiamato ancora una volta a quanto sia sbagliato agitarsi per la Darsena Europa con una simile strozzatura. E via così, ce n’è abbastanza per ora. Coraggio, presidente: c’è ancora molto da affrontare, perché rimane il Riesame del Riesame e poi la causa in Procura. Ma che non siano una giustificazione per non ripartire a tutta forza.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
24 Agosto 2019

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