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IN ATTESA DELLA MAXI-DARSENA/1

Porto di Livorno, partono i lavori per allargare il canale d’accesso. Finalmente…

Creato il microtunnel e spostati i tubi Eni, ora la larghezza diventerà di 120 metri

La foto fornita dall’Authority mostra come verrà tagliata la sponda lato Marzocco

LIVORNO. Gli occhi di tutta la comunità portuale livornese sono puntati sulla Darsena Europa, la prima volta che il porto si espande verso mare anziché verso terra. «Ma bisogna arrivarci vivi», come disse un operatore a un conclave dell’istituzione portuale. Il primo requisito per poterlo sperare è cercare di ridurre quanto più possibile le strozzature fisico-geografiche che limitano l’ingresso in porto:

  • dal versante del pescaggio della nave: ma non si possono approfondire i fondali oltre quota meno 13 metri perché è a quella profondità che sono basate le banchine
  • dal versante della lunghezza e della larghezza: perché il canale d’accesso ha quella dimensione e spesso operativamente si restringe perché l’insabbiamento laterale lascia solo una limitata ampiezza nell’ingresso.

Se il primo aspetto è eliminabile solo una volta che sarà completata la Darsena Europa con i nuovi fondali, alla strozzatura del canale d’accesso è da tempo che si lavora. Come? Limando la sponda nord, quella lato Torre del Marzocco. Figurarsi che se ne parla quantomeno fin dai tempi della presidenza di Roberto Piccini, cioè prima dell’inizio del decennio scorso. Adesso finalmente c’è un bel passo in avanti, e a dir la verità è ben più d’una limatura o d’una aggiustatina: l’Authority livornese di Palazzo Rosciano annuncia che sono state affidate alle imprese appaltatrici le “chiavi” del cantiere che dovrà finalmente allargare a 120 metri la larghezza dell’ingresso della zona clou del porto di Livorno. Da Palazzo Rosciano si parla di notizia che «ha il sapore di una svolta strategica».

Tutto questo arriva, potenza dei simboli, a pochissimi giorni di distanza dall’arrivo al terminal labronico di Lorenzini-Grifoni e Msc di “Msc Hortense”, nave da 11mila teu, indicata come «la più grande mai entrata nel porto». Viene in genere accreditata con un identikit da 336 metri di lunghezza e 46 di larghezza, ma nella documentazione risulta sia invece larga effettivamente meno di 44 metri (43,63). Dunque, non al di sopra delle dimensioni della “Msc Pina” o della “Msc Maria Elena” che hanno già messo la prua all’interno del porto di Livorno.

L’allargamento del canale serve proprio a questo: a consentire una maggiore manovrabilità e a aumentare gli standard di sicurezza nell’accesso al “cuore” del porto dove arrivano le navi più grandi, cioè le portacontainer in Darsena Toscana.

L’elaborazione grafica del passaggio di una portacontainer nel canale d’accesso

«Sono stati consegnati i lavori», dicono dall’ente portuale. Cioè: possono iniziare. «Si concluderanno in 655 giorni», precisano gli ingegneri dell’istituzione livornese. Cioè: l’avremo pronto nell’autunno 2027, lo troveremo praticamente sotto l’albero di Natale. Peraltro, da parte dell’ente portuale si precisa che la durata (prevista) dei lavori è di 475 giorni, cioè quasi 16 mesi, sulla sponda lato Marzocco e di altri 180 giorni (sei mesi) sulla sponda lato Magnale.

Una volta arretrate le sponde, il nuovo banchinamento – è un altro aspetto che viene messo in risalto – consentirà di occuparsi dei successivi interventi di dragaggio: «garantiranno l’approfondimento a 13 metri sotto le sponde e a 16 metri in corrispondenza del centro della cunetta navigabile».

È un appalto da 16 milioni di euro che comprenderà anche un intervento per valorizzare, detto per inciso, la Torre del Marzocco. Al pari della Fortezza Vecchia tornerà a essere “abbracciata” dal mare: anziché com’è adesso, con lo spazio tutt’attorno che è nient’altro se non un ritaglio residuo, un “qualcosa che non”.

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Alto Tirreno, Davide Gariglio, non esita a definirlo un risultato storico e parte dai ringraziamenti per «quanti hanno lavorato in questi anni al completamento di un iter procedurale estremamente lungo e complesso» (i tecnici dell’Authority si sono occupati «sia della progettazione definitiva che di tutte le attività ambientali necessarie al superamento del vaglio del ministero dell’ambiente e di tutti gli altri enti di controllo»).

Mauro Zucchelli

Il presidente dell’Authority livornese, Davide Gariglio

Pubblicato il
9 Gennaio 2026
Ultima modifica
12 Gennaio 2026 - ora: 20:32
di MAURO ZUCCHELLI

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