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Di Majo: infrastrutture e ambiente

Francesco Maria di Majo

CIVITAVECCHIA – Nell’occasione della cerimonia del battesimo della Grande Torino, parliamo dello stato dell’arte dei lavori nei porti del sistema del Mar Tirreno Centro Settentrionale con il suo presidente Francesco Maria di Majo.

Presidente, a che punto stanno i lavori infrastrutturali nel vostro sistema?

Stiamo realizzando un pontile all’interno della Darsena Traghetti: si tratta di altre due banchine che in pratica formano una specie di pennello parallelo alla banchina del molo 26 dove si è tenuto il battesimo della nave del Gruppo Grimaldi. I lavori, che sono già iniziati e termineranno nell’ottobre 2020, fanno parte di un progetto al cui finanziamento contribuiscono l’Unione Europea e la Banca Europea degli Investimenti (BEI). Abbiamo un contributo a fondo perduto dell’UE ottenuto grazie ad una aggiudicazione di un bando CEF (Connect Europe Facility) al quale abbiamo partecipato insieme a Barcellona. È un altro esempio di cooperazione fruttuosa con il porto spagnolo che in parallelo costruirà un pontile dedicato all’ulteriore collegamento Barcellona-Civitavecchia.

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A Gaeta stiamo chiudendo la parte a tergo del porto commerciale guadagnando quasi altri 100.000 metri quadrati dove realizzeremo un piazzale che con probabilità daremo parzialmente in concessione. Anche in questo caso i lavori si completeranno ad ottobre 2020 ed alla loro conclusione avremo completato tutto il porto commerciale di Gaeta.

Per quanto riguarda invece il porto di Fiumicino in questa fase stiamo portando avanti la progettazione esecutiva del porto commerciale.

Oltre al pontile ci sono altri lavori che state realizzando nel porto principale di Civitavecchia?

Su Civitavecchia dobbiamo fare lavori di manutenzione straordinaria sulle banchine 23 e 24 dell’area commerciale. Altri lavori sono previsti nei prossimi anni sempre in osservanza del piano regolatore portuale: fra questi c’è la realizzazione di un’opera molto importante che è l’apertura a sud del porto con una specie di ponte di collegamento con l’ente morale e che creerà due anime dello scalo: una turistica del diportismo navale più mirata all’interazione porto-città ed un’altra del tutto commerciale. Quest’ultima avrà al suo interno anche una parte industriale in quanto comprende un’ulteriore area a nord, dove c’è la centrale dell’Enel, per la quale abbiamo un progetto, molto ambizioso, che dobbiamo portare avanti. Il progetto è la Darsena Energetica Grandi Masse ed ha un valore che va dai 400 ai 250 milioni di euro, a seconda di quello che si vorrà realizzare. Il progetto è stato precedentemente oggetto di interesse del Gruppo Gavio, a cui però lo stesso non ha più dato seguito e per il quale esiste un contenzioso. Al di là del contenzioso, le aree sono tornate nella nostra gestione e possiamo andare avanti nella ricerca di operatori che vogliono investire. Stiamo parlando di un’area che necessita sicuramente di un minimo di 250 milioni di euro di opere, di conseguenza lo Stato da solo non può essere in grado di realizzarle e gli investimenti privati sono indispensabili.

Ci sono segnali di interessamento dai privati?

Arrivano frequentemente segnali di interessamento ma l’unico concreto proviene da un soggetto che era già nella compagine societaria di Gavio. Questo soggetto ha attualmente in concessione la piattaforma petrolifera ed ha recentemente acquisito dall’ENI l’oleodotto che da Civitavecchia va all’aeroporto di Fiumicino. Questa società ha manifestato più volte la volontà di realizzare un pontile petrolifero che a Civitavecchia è sempre mancato. Abbiamo infatti una boa petrolifera che però non risponde ai criteri di efficienza in quanto alle condizioni attuali le navi di un certo tonnellaggio non possono attraccarvi; ciò determina svantaggi per tutto il porto. Il pontile petrolifero risponde quindi a una esigenza di pubblica utilità.

Sotto il profilo ambientale quali sono le iniziative del vostro sistema?

Abbiamo iniziative di carattere incentivante sotto il profilo della scontistica sulla raccolta dei rifiuti a bordo nave ed è nostra intenzione continuare in questo senso. Prevediamo, per le navi che hanno scrubber, o possibilità di collegamenti elettrici in banchina, o alimentate a GNL e quindi avanzate tecnologicamente sotto il profilo ambientale, una scontistica determinata da precisi algoritmi matematici che varia in relazione alla quantità di riduzione delle emissioni nocive ed esternalità negative. Questo incentivo è applicato nell’Unione Europea ed è quello che determina i migliori risultati in termini di obiettività e chiarezza.

Cinzia Garofoli

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Pubblicato il
13 Novembre 2019

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