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Leonardo punta sui droni elettrici

ROMA – Se n’è parlato poco, anche perché in Italia tutto quello che sa di militare viene relegato in sordina: eppure la società Leonardo, che ha stabilimenti in molte città marittime italiane tra cui La Spezia, Livorno e Trieste, oggi è una delle più importanti al mondo nel suo campo. E alla fiera “Seafuture” tenutasi a fine settembre a La Spezia il suo ad Alessandro Profumo ha sollevato un lembo – solo un piccolo lembo – dal sipario che copre la produzione del gruppo, annunciando lo sviluppo dei droni marittimi non solo per il settore militare ma anche per quello ambientale.

Ci ha la memoria lunga ricorderà che anche a Livorno, quando il Trofeo velico accademia Navale alimentava anche alcuni padiglioni di motori nautici e di accessori, l’allora livornese WASS (erede a sua volta di Whitehead) aveva presentato un drone sottomarino di grande interesse. In pochi anni il comparto è letteralmente esploso: e a “Seafuture” quello che Il Sole24Ore definisce il colosso italiani di aerospazio, difesa e sicurezza ha presentato il prototipo di una imbarcazione di circa 10 metri, totalmente “unmanned” cioè mandata da remoto, che viene già costruita a La Spezia e che potrà servire sia a scopi militari con l’elettronica della stessa Leonardo, sia per ricerche scientifiche ed ambientali. L’impegno di Leonardo è oggi testimoniato da investimenti nella ricerca che sfiorano i 2 miliardi di euro/anno, pari al 12% dei ricavi. Il drone progettato e in fase i realizzazione si chiama Nausycaa (acronimo di naval autonomous system control application) e dovrà diventare operativo entro i prossimi tre anni: con segatura radar praticamente inesistente e motorizzazione prevalentemente elettrica.

Pubblicato il
20 Ottobre 2021
Ultima modifica
22 Ottobre 2021 - ora: 13:02

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