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Biocarburanti, l’ENI fa il punto

Giuseppe Ricci

ROMA – Ai microfoni del Corriere della Sera – riferisce in un a nota sul web Newsmotori – il direttore generali di Energy evolution di ENI, 👤 Giuseppe Ricci ha recentemente affrontato l’argomento dei biocarburanti:

🗣 “Oggi abbiamo già in progetto l’aumento della capacità della Bioraffineria di Venezia. Sia a Gela che a Venezia produrremo inoltre anche biocarburanti per aviogetti. L’intenzione è di convertire un’altra raffineria in Italia. È presto però per indicare dove. Il pieno con i carburanti bio in purezza lo potranno fare innanzitutto i mezzi pesanti che sono tutti omologati e per i quali non ci sono alternative mature per decarbonizzarli, e poi anche la maggior parte dei veicoli Euro 5 e 6“.

*

In Italia la produzione dei biocarburanti è solo il 12%.

Ricci ha spiegato così la scarsa produzione: 🗣 “In realtà questo non è un problema, di certo non nel nostro caso. In Africa utilizziamo terreni inadatti a produrre alimenti per l’uomo perché aridi o inquinati, oppure per la rotazione delle colture. Per quanto riguarda il trasporto delle ‘cariche’, questo incide in modo contenuto sul taglio delle emissioni legate al carburante prodotto, diciamo meno di un 10%. Dal 2023 abbiamo scelto di non utilizzare più olio di palma. E lavorando su materie prime diverse come l’olio di ricino. Inoltre con queste colture creiamo posti di lavoro in Paesi in via di sviluppo”.

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🗣 “La produzione di materie prime per i biocarburanti – ha concluso Ricci – non è un problema e ci sono centinaia di milioni di tonnellate di scarti e rifiuti da recuperare e di oli vegetali non edibili da produrre. Non credo comunque a un’unica strada per decarbonizzare i trasporti: bisogna trovare in modo pragmatico l’equilibrio più efficiente. Stiamo lavorando anche su e-fuels e carburanti sintetici. Ma si tratta di una tecnologia che ha bisogno di una ventina d’anni di lavoro e ricerca per diventare matura.”

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Pubblicato il
5 Ottobre 2022

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