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Confitarma: il cahiers de doléances

Mario Mattioli

ROMA – Il presidente di Confitarma e della Federazione del Mare Mario Mattioli, è stato audito dal Comitato interministeriale per le politiche del mare (CIPOM) istituito nel novembre 2022 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri “al fine di assicurare, ferme restando le competenze delle singole Amministrazioni, il coordinamento e la definizione degli indirizzi strategici delle politiche del mare”. 

Alla presenza del ministro del Mare Nello Musumeci, il presidente Mattioli ha ribadito come da tempo Confitarma e il cluster marittimo rappresentato dalla Federazione del Mare chiedano una governance unica con capacità di coordinamento delle numerose competenze, spesso relative ai medesimi procedimenti amministrativi, che negli anni sono state disperse tra i diversi Dicasteri. 

“Tale polverizzazione – ribadisce Confitarma – incide in maniera significativa sia sui tempi di risposta della macchina amministrativa che sulla risoluzione delle inevitabili problematiche che emergono dall’applicazione dell’ordinamento italiano, per molti versi datato e non al passo con le best practices internazionali. “Infatti” – ha continuato il presidente Mattioli – “oggi in Italia è ancora possibile fare shipping con il tricolore a poppa non solo grazie alla caparbietà degli imprenditori nazionali ma anche all’impegno e alla straordinaria dedizione della nostra amministrazione di riferimento, la direzione generale competente del MIT, peraltro sotto organico e della quale da tempo chiediamo al Governo un concreto rafforzamento”. 

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Il presidente Mattioli ha quindi elencato rapidamente i più urgenti dossier aperti presso i diversi dicasteri, tra i quali: l’evoluzione del regime del Registro Internazionale italiano (fondamentale il radicamento territoriale dei beneficiari dell’estensione del regime di aiuto), la strutturale carenza di lavoratori marittimi italiani (indispensabile superare le anacronistiche rigidità del c.d. “Cociancich”), la necessaria azione di semplificazione e digitalizzazione dell’ordinamento marittimo, la rappresentatività in ambito portuale delle imprese armatoriali nazionali e la transizione green del settore, ponendo l’accento sulle possibili ricadute negative dovute all’ETS. 

“Auspico” – ha concluso il presidente Mattioli – “che tutti insieme, istituzioni, associazioni e operatori, sapremo cogliere questa occasione storica di ridare centralità ad una componente così importante della nostra economia, della nostra società e della nostra cultura che trova le sue radici più profonde nel mare”.

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Pubblicato il
6 Maggio 2023

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