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Terminal TDT: la notizia è niente notizie

LIVORNO – Dunque, mettiamoci l’anima in pace, se possiamo: per avere un quadro preciso di quello che il TDT livornese potrà fare dall’anno prossimo nel campo dei traffici – prevalenza Teu, prevalenza auto, oppure mix equilibrato – dovremo aspettare dopo le festività, intorno al 10 gennaio. Solo allora sarà noto il piano d’impresa del gruppo titolare della proprietà del terminal, Grimaldi: piano già in possesso dell’AdSP da qualche settimana, almeno in bozza (aggiornabile) ma tenuto ad oggi “riservato” (per non dire segreto…).

Abbiamo giù riferito, nel numero scorso, che sia la commissione del partenariato dell’AdSP, sia la tavola convocata dal prefetto, si sono concluse in sostanza con una non semplice ma non conclusiva elencazione delle istanze delle due parti: il cluster portuale e il gruppo Grimaldi. Per quest’ultimo hanno parlato Costantino Baldissara e il nuovo ad del TDT Domenico Ferraiuolo, ribadendo in pieno quanto già aveva detto lo stesso Emanuele Grimaldi in merito alla difesa dei traffici container. Entrambi hanno ricordato che il gruppo opera già con i Teu in almeno due terminal, in Finlandia e in Nigeria, non ha alcuna intenzione di sacrificare il comparto Teu del TDT, pur utilizzando gli spazi “complementari” per le auto, un traffico in alternanza ma che si prevede in forte crescita.

Al tavolo nel palazzo del Governo, convocato come aveva promesso dallo stesso prefetto Giancarlo Dionisi, c’era tutto il Gotha della logistica portuale, compresi l’assessore Baccelli della Regione, il sindaco Luca Salvetti, il presidente di Confindustria e armatore Piero Neri, il suo responsabile del settore porto Nereo Marcucci, i portavoce di Asamar, Spedimar e Uniport…insomma tutti quelli che contano. Per l’AdSP ovviamente ha partecipato il presidente Luciano Guerrieri affiancato dal suo segretario generale Matteo Paroli. 

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È stata molto apprezzata l’impostazione data dal prefetto: sentire tutte le voci, auspicare la composizione delle divergenze, operare per rilanciare il porto e non fare guerra di pollai. Due gli interventi che hanno lasciato più traccia da parte del cluster: quello di Nereo Marcucci, vecchia volpe della portualità (è stato anche il primo presidente di AdSP in Italia) e quello di Yari De Filicaia di Uniport. Entrambi equilibrati ma sul concreto, entrambi tesi a sottolineare il peso dei traffici container non solo per il porto ma per l’intera area logistica. Richiesta concreta, che può essere interpretata anche come un Aut-aut all’AdSP: sostituire le quattro righe cancellate dal POT relative al TDT con altrettante in cui si ribadisca la difesa e il rilancio dei contenitori, definendone anche il plafond. 

Su questo punto, adesso si apre l’attesa: sarò la vera notizia a coronamento di tutto questo mese di scontri, minacce, misunderstanding, garanzie e quasi garanzie. Qualcuno ha concluso ricordando lo spettro apparso all’assassino di Cesare, il suo figlioccio Caio Bruto: “Ci rivedremo a Filippi”. Una minaccia o una speranza?

A.F.

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Pubblicato il
21 Dicembre 2024

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