Visita il sito web
Tempo per la lettura: 3 minuti
SOSTENIBILITÀ

Il gruppo Seipa ha triplicato le “materie prime-seconde”

Il riciclaggio di inerti da demolizione reimpiegati nelle attività edilizie

Impianto Seipa

ROMA. Ribaltare il paradigma del riciclo come compromesso tecnico ed economico, con la riprova che la sostenibilità non è solo un ideale, ma anche un’opportunità economica concreta. Lo ha fatto il gruppo Seipa attraverso «la reintroduzione sul mercato di volumi di materie prime-seconde tripli rispetto agli aggregati vergini», come viene spiegato dall’azienda. E se è vero che sono stati fatti «enormi passi avanti nella gestione sostenibile dei rifiuti da costruzione e demolizione», è altrettanto vero che «persiste ancora una problematica chiave: il reimpiego effettivo del materiale riciclato». Il cerchio non si chiude finché non c’è quest’ultimo tassello: lo scarto che. anziché essere espulso dal processo produttivo, ne ridiventa parte.

Seipa è impegnata dal 1968 nell’attività di fornitura di materiali e servizi per le attività di costruzione e demolizione: adesso il «tasso di recupero dei rifiuti inerti da demolizione» è al 98% con l’Italia che «si posiziona come leader del riciclo in Europa». Al vertice della classifica superando la Germania (94%) e distanziando nettamente Francia, Spagna e Polonia che si attestano intorno al 74%.

Ma dal quartier generale di Seipa, in un’analisi più approfondita, si mette l’accento su «un dato meno incoraggiante: l’effettiva sostituzione dei materiali riciclati nei nuovi progetti edilizi rimane estremamente bassa a livello nazionale, attestandosi a circa lo 0,4%». Lo spiegano i responsabili del Gruppo Seipa: «Questo significa che, sebbene il materiale venga riciclato, esso non viene sempre reimpiegato nel settore delle costruzioni, con la conseguenza di non valorizzare i benefici ambientali ed economici del processo». Aggiungendo poi: «La maggior parte dei materiali recuperati finisce per essere utilizzata in applicazioni importanti ma con volumi marginali, mentre potrebbero essere impiegati in modo esteso e con migliori performance a partire da tutte le sottofondazioni o riempimenti stradali, per arrivare ai materiali e finalità più evolute come i calcestruzzi Cam».

Da cosa dipende? Il fenomeno è «attribuibile a molteplici fattori, tra cui il più importante è probabilmente la resistenza del mercato dovuta a una diffusa percezione di inferiorità dei materiali riciclati rispetto a quelli tradizionali».

Seipa rivendica di essere «un’eccezione a questa tendenza», avendo «rivoluzionato il concetto di riciclo, portando il tasso di sostituzione effettiva dei materiali al 55% nei propri impianti»: è stato possibile – si tiene a sottolineare – grazie a «una strategia integrata che combina innovazione tecnologica, investimenti in ricerca e sviluppo e una forte sensibilizzazione del mercato». L’esperienza della società attesta che «la sostenibilità non è solo un ideale utopistico, ma anche una concreta opportunità economica: l’impiego di materiali riciclati ha mostrato vantaggi tangibili, sia in termini di costi che di prestazioni».

I tecnici di Seipa mettono in evidenza che una delle chiavi del successo è stata «l’introduzione di prodotti innovativi come “BeCoMix” e “BeCaVit”, soluzioni ad alte prestazioni per sottofondazioni e cavità sotterranee: «Questi materiali – si ribadsce – non solo offrono prestazioni tecniche paragonabili, se non superiori, a quelle degli aggregati naturali, ma contribuiscono significativamente a ridurre l’estrazione di risorse vergini».

Il passaggio ulteriore è la tracciabilità degli aggregati riciclati: l’idea del gruppo Seipa è quella di consentire ai committenti di «accedere in tempo reale alla provenienza, composizione e percentuale di riciclo dei materiali utilizzati nei cantieri». Obiettivo: far crescere la fiducia nella “materia prima-seconda” e a «favorire l’inserimento prioritario di materiali riciclati» così da «accelerare la transizione verso un’edilizia davvero circolare».

Il futuro del settore? «Un’edilizia sempre più sostenibile»: così rispondono gli specialisti di Seipa. Guardando al futuro, il settore delle costruzioni dovrà affrontare la sfida della decarbonizzazione e dell’uso responsabile delle risorse. In un contesto in cui l’Unione Europea spinge verso un modello di economia circolare, l’Italia – si mette in risalto – ha l’opportunità di «consolidare la sua leadership nel settore non solo in termini di quantità di rifiuti riciclati, ma anche di effettivo riutilizzo dei materiali». I responsabili del gruppo indicano che «solo così sarà possibile realizzare una vera transizione ecologica nel comparto edilizio, trasformando il recupero degli inerti da pratica di nicchia a standard consolidato per l’intero settore».

Pubblicato il
4 Novembre 2025

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio