Civitavecchia mira a creare un polo formativo per la blue economy
L’Authority laziale cerca l’alleanza tra istituzioni, imprese, armatori e sistema Its

La sede dell’istituzione portuale laziale che da Civitavecchia governa anche i porti di Fiumicino e Gaeta
CIVITAVECCHIA. Le imprese denunciano una crescente difficoltà nel trovare manodopera qualificata per i profili professionali di cui hanno bisogno: questo vale anche per il settore portuale, crocieristico e della “blue economy”. È quanto viene sottolineato a Civitavecchia per indicare la soluzione nella creazione di un polo della formazione dedicato al sistema portuale laziale: la prima riunione promossa dall’Authority del Mar Tirreno Centro Settentrionale ha coinvolto istituzioni, compagnie armatoriali, imprese e sistema Its.
Dal quartier generale dell’istituzione che governa il porto di Civitavecchia si rimarca che stiamo parlando del «primo porto crocieristico del Mediterraneo e in costante e continua crescita, insieme ai porti di Fiumicino e Gaeta»: dunque, siamo in presenza di «un sistema con un enorme potenziale occupazionale».
Fra le priorità emerse nel faccia a faccia:
- la necessità di figure professionali immediatamente operative;
- competenze tecniche, linguistiche e comportamentali sempre più specialistiche e certificate;
- la riduzione dei tempi e dei costi di formazione
- una maggiore continuità e qualità dell’offerta formativa, costantemente aggiornata sui reali fabbisogni del mercato.
«La crescita del porto di Civitavecchia e dell’intero network laziale impone una riflessione seria e strutturata sul tema delle competenze: oggi il vero fattore competitivo è il capitale umano», segnala il numero uno dell’Authority laziale, Raffaele Latrofa. «Con il polo formativo – afferma – vogliamo costruire un modello condiviso che metta in rete istituzioni, compagnie armatoriali, imprese e sistema Its: lo faccia riducendo il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro e rendendo il Lazio un laboratorio di formazione innovativa, replicabile anche in altri contesti portuali». Aggiungendo poi: «L’obiettivo inoltre è di far partecipe del progetto la città anche attraverso l’individuazione di spazi adeguati da parte degli enti presenti sul territorio».
Esiste – è stato detto – anche il problema di «rendere più visibili e attrattive le opportunità di lavoro offerte dalla “blue economy”, a partire dal settore crocieristico»: c’è da favorire «l’incontro tra giovani, lavoratori e imprese».
La riunione è approdata all’esigenza di dare le gambe alle soluzioni, e di farlo avviando un percorso operativo che prevede:
- la costituzione di un tavolo tecnico ristretto,
- l’individuazione dei profili professionali prioritari,
- la mappatura delle sedi formative esistenti
- la definizione di un “protocollo d’intesa” che sarà sottoscritto da istituzioni, armatori e soggetti della formazione, primo passo concreto verso l’avvio di un progetto pilota.
Il progetto, con il coordinamento di Malcom Morini, dirigente dell’Authority di Civitavecchia settore promozione e marketing del territori, ha come obiettivo finale «la realizzazione di un polo della formazione inteso non come un singolo luogo, ma come un sistema coordinato e flessibile». Dev’essere – è stato precisato – «capace di evolvere nel tempo fino a dotarsi di strutture dedicate, simulatori di ultima generazione e spazi operativi per le esercitazioni, integrando sempre più i percorsi formativi con le esigenze delle compagnie e del mercato del lavoro».











