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IL BEL PAESE DELLE FRANE

Il ponte va ko, stop alla ferrovia tirrenica: il rebus dei tempi per riattivarla

Crolla un grosso parapetto, nessun ferito ma che odissea per i viaggiatori. Le conseguenze sui treni di lunedì 9

Il tabellone delle partenze e degli arrivi dei treni alla stazione di Roma Termini

CIVITAVECCHIA. È stata una domenica pomeriggio (e sera) da incubo per chiunque si sia ritrovato a viaggiare sulla linea ferroviaria tirrenica: tutta colpa del «crollo di una porzione lunga circa 50 metri del cordolo laterale di contenimento della massicciata dei binari», come segnala “Il Faro”, giornale on line del litorale a nord di Roma, ricordando che la struttura ha ceduto di schianto «in corrispondenza del ponte ferroviario al km 69+300, lato mare, compromettendo la sicurezza». Come riporta “Trc”, altra testata locale, il crollo ha fatto precipitare tutto questo materiale sulla via Aurelia Vecchia che passa lì sotto: in quell’istante non transitava nessuno.

L’allarme è scattato poco dopo le 16,30: i vigili del fuoco inviati sul posto non hanno potuto far altro che constatare il pericolo di ulteriori smottamenti. Sono arrivati anche gli ingegneri dell’azienda ferroviaria: a quanto viene riportato, è finita ko anche la linea aerea di alimentazione della ferrovia: traffico sospeso tra la stazione di Civitavecchia e quella di Ladispoli per permettere ai tecnici di svolgere i primi accertamenti e mettersi al lavoro per ripristinare la normalità. Resta il fatto che il crollo è apparso già di prim’acchito di rilevanti dimensioni: non basta un colpo di bacchetta magica.

Intanto, è da segnalare che il quotidiano toscano “Il Tirreno” denuncia l’odissea ferroviaria: «Diversi convogli sono rimasti fermi per ore, alcuni in aperta campagna, con i passeggeri fatti scendere sotto l’acqua». Aggiungendo poi: «Molti viaggiatori hanno raccontato scene di caos totale: bus sostitutivi insufficienti, lunghe attese, proteste e famiglie bloccate senza servizi nelle zone di Santa Marinella e Santa Severa». Con una ulteriore sottolineatura: «Solo dopo le 23 alcuni passeggeri riferiscono di essere stati caricati su alcuni bus in direzione di Civitavecchia dove, a quanto si apprende, saranno caricati su treni regionali a seconda delle destinazioni».

Quanto ci vorrà per riparare il crollo e tornare alla normalità?

Il “Corriere della sera” fa risalire il cedimento alle forti piogge sulla zona e precisa che non risultano feriti, e questo fa tirare un sospiro di sollievo. Ma il ripristino della situazione avrà bisogno di ore, di giorni? Quante ore o, eventualmente, quanti giorni? Sta di fatto che, come si vedrà più sotto con i treni saltati e quelli che salteranno, c’è da rendersi conto che finché non sarà risolto il guaio del ponte laziale i livornesi potranno raggiungere Roma solo passando da Pisa e Firenze: già il collegamento non era granché…

Se pensiamo poi a piombinesi e grossetani il disagio si aggrava ancor di più: invece che andare verso sud, bisogna salire verso Pisa per deviare su Firenze e riconnettersi alla dorsale appenninica. Tradotto: con le “frecce” da Grosseto a Roma possiamo cavarcela in un’ora e 40 minuti (40-50 minuti di più con il regionale), mentre essendo costretti a passare via Pisa-Firenze ci vogliono quasi cinque ore, fatto salvo che le coincidenze filino lisce come l’olio.

Ma torniamo al black out della circolazione ferroviaria sulla linea tirrenica. Benché riguardi un tratto breve ha comunque avuto ripercussioni immediate sull’assetto della circolazione: basti dire che i convogli a lunga percorrenza sono stati riprogrammati sulla dorsale centrale, lasciando cioè la direttrice costiera Roma-Grosseto-Livorno-Pisa per essere invece instradati in emergenza sull’asse centrale Roma-Firenze e poi da lì tornare su Pisa per riconnettersi all’abituale itinerario.  Quanto ai treni regionali saltati, le Fs hanno predisposto bus sostitutivi per coprire il percorso in cui la ferrovia è stata bloccata.

Una giornata difficile: e dopo…

Secondo quanto reso noto dal servizio Infomobilità delle Fs, a mezzanotte la circolazione ferroviaria era «ancora sospesa tra Santa Severa e Civitavecchia» e non è chiaro quando sarà possibile far transitare di nuovo i treni da quel tratto della direttrice tirrenica. Nel frattempo, qualche ora prima l’azienda ferroviaria aveva comunicato tramite il servizio “Viaggiatreno” che lunedì 9 febbraio saranno senz’altro cancellati, sulla rotta da Pisa verso Roma, nel tratto da Civitavecchia a Santa Severa sia il treno 4125 sia il treno 4131 (in precedenza era stata preannunciata la cancellazione, sempre domani, del treno 4139,anche in questo caso all’altezza di Civitavecchia); in direzione opposta, da Roma verso Pisa risultano cancellati da Santa Severa a Civitavecchia il treno 4124, il treno 4130 e il treno 4134.

Se a tutto questo aggiungiamo che praticamente negli stessi minuti, a malapena un centinaio di chilometri, nella Maremma di Gavorrano un altro guasto ha colpito di nuovo Ia linea tirrenica: in tilt gli impianti di circolazione e Trenitalia annuncia che «i treni sulla linea Pisa-Roma potranno subire ritardi, variazioni o cancellazioni». Primi treni coinvolti, dicono dall’azienda ferroviaria: il treno 4134 (Roma-Pisa) fermo in linea a Gavorrano, il treno  19418 (Grosseto-Pisa) e il treno 4135 (Pisa-Roma) prima dato come «fermo a Scarlino», po in ritardo di 14 minuti.

L’arrivo di una “freccia” alla stazione di Roma Termini

L’odissea dei passeggeri di due “frecce”

A farne le spese per primi dovrebbero esser stati i passeggeri della “freccia” con partenza da Genova Piazza Principe poco dopo mezzogiorno: avrebbero dovuto arrivare a Roma appena più tardi delle 17 ma il crollo li ha bloccati a una sessantina di chilometri dal traguardo. Il loro treno si è inchiodato a Civitavecchia e alle Fs spiegano con candore che «i passeggeri possono proseguire il viaggio fino a Roma con un nuovo treno instradato sul percorso alternativo via Pisa/Firenze». Cioè rifarsi buona parte del viaggio all’indietro verso Pisa, poi ripartire in direzione Firenze e finalmente tornare a viaggiare verso Roma.

Per la “freccia bianca” che sarebbe stata in partenza da Roma alle 16,57 (con arrivo a Genova alle 22,09) il treno rimesso in programma alle 19,30 e effettivamente partito quasi un’ora più tardi ma arrivando a Pisa passando da Firenze Rifredi. Dunque, senza più passare dal litorale e senza far salire né scendere nessuno  a Civitavecchia né Grosseto e nemmeno a Campiglia Marittima o a Livorno Centrale; con fine corsa a Genova sì ma a Brignole anziché a Piazza Principe (chissà che gioia per quelli che hanno vissuto questo bailamme e magari avevano lasciato l’auto all’altra stazione, all’altro capo di Genova).

Già, ma per i passeggeri in partenza da Roma Termini per raggiungere Genova è arrivato comunque il suggerimento di utilizzare il “frecciarossa” 9326 delle 18,25 dalla Capitale fino a Milano Rogoredo, dove avrebbero potuto contare sul regionale che da Milano Greco Pirelli li avrebbe condotti a Genova Brignole a mezzanotte suonata da poco..

Ecco altri treni (e passeggeri) nei guai per il crollo

Anche altri treni hanno avuto conseguenze: i contraccolpi li hanno subiti i passeggeri che soprattutto a Livorno Centrale, Grosseto e Civitavecchia si sono trovati privati del treno utile per tornare da Roma o per raggiungerla. In effetti, fuori dall’itinerario consueto  sono stati instradati sull’asse Roma-Firenze-Pisa invece che sulla direttrice tirrenica (con fermata a Roma Tiburtina):

  • Intercity 522 da Napoli Centrale (17,26) a Sestri Levante (0,45): niente fermata a Roma Ostiense, Roma San Pietro, Civitavecchia, Orbetello, Grosseto, Follonica, Campiglia Marittima, Cecina, Livorno Centrale;
  • Intercity notte 795 da Torino Porta Nuova (14,20) a Reggio Calabria Centrale (8,45): niente fermata a Livorno Centrale, Grosseto, Civitavecchia e Roma Ostiense;
  • Intercity notte 799 da Torino Porta Nuova (19,35) a Salerno (9,11): niente fermata a Livorno Centrale, Grosseto, Civitavecchia e Roma Ostiense;
  • Intercity notte 796 da Salerno (20,52) a Torino Porta Nuova (8,42): niente fermata a Roma Ostiense, Civitavecchia, Grosseto e Livorno Centrale (oltre che a Tiburtina, fermata anche a Roma Termini).
  • Intercity notte 794 da Reggio Calabria Centrale (21,43) a Torino Porta Nuova (15,25): niente fermata a Roma Ostiense, Civitavecchia, Grosseto e Livorno Centrale.

La stazione ferroviaria di Livorno Centrale

Occhio a cosa cambia nella giornata di lunedì 9

Queste invece sono le variazioni che lunedì 9 febbraio riguardano i treni dell’Alta Velocità e gli Intercity: questi treni vengono instradati sulla linea Roma-Firenze-Pisa (o viceversa Pisa-Firenze-Roma):

  • “Frecciabianca” 8601 da Genova Brignole (5,14) a Roma Termini (10,03): niente fermata a Livorno Centrale, Campiglia Marittima, Grosseto e Civitavecchia.
  • “Frecciabianca” 8605 da Genova Piazza Principe (6,50) a Roma Termini (12,18): partenza da Genova Brignole anziché da Piazza Principe; niente fermata a Livorno Centrale, Campiglia Marittima, Grosseto e Civitavecchia.
  • “Frecciarossa” 8606 da Roma Termini (6,57) a Genova Piazza Principe (12,09): niente fermata a Civitavecchia, Grosseto, Campiglia Marittima, Cecina e Livorno Centrale.
  • “Frecciabianca” 8616 da Roma Termini (11,57) a Genova Piazza Principe (17,02): niente fermata a Civitavecchia, Grosseto, Campiglia Marittima, Cecina e Livorno Centrale.
  • Intercity 501 da Sestri Levante (5,05) a Napoli Centrale (12,34): niente fermata a Livorno Centrale, Grosseto, Civitavecchia e Roma Ostiense (ferma a Roma Tiburtina).
  • Intercity 505 da Ventimiglia (6,37) a Roma Termini (14,33): niente fermata a Livorno Centrale, Cecina, Campiglia Marittima, Follonica, Grosseto, Civitavecchia e Roma Ostiense (ferma a Roma Tiburtina).
  • Intercity 510 da Salerno (6,41) a Torino Porta Nuova (19,10): niente fermata a Roma Ostiense, Civitavecchia, Grosseto, Follonica e Livorno Centrale (ferma a Roma Tiburtina).
Pubblicato il
9 Febbraio 2026
di M.Z,

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