La “diplomazia dei porti” per placare i guai nel Golfo in fiamme
Rixi con il ministro del Qatar: sos marittimi e libertà di navigazione

Viceministro Edoardo Rixi in qatar sceicco Mohammed Al Thani
ROMA. La “diplomazia dei porti” torna all’ordine del giorno in Medio Oriente con l’iniziativa del viceministro delle infrastrutture Edoardo Rixi che ha avuto una “videocall” con il ministro dei trasporti del Qatar Sheikh Mohammed bin Abdullah Al Thani. Sotto i riflettori nel corso del colloquio, inevitabile che sia così, gli effetti della crisi nel Golfo Persico sui sistemi di trasporto: in ballo «la tenuta delle catene logistiche globali, con particolare attenzione al trasporto marittimo e alla continuità dei collegamenti aerei».
Non è la prima volta che i due si incontrano o si sentono, e non è la prima volta che l’Italia manifesta forte attenzione per il Qatar: dal punto di vista dell’interscambio commerciale ma anche per entrare in contatto diretto con una realtà, quella di Doha, che sta diventando uno snodo centralissimo nel complicato scacchiere geopolitico di quell’area.
I due uomini di governo, secondo quanto viene riferito dal ministero italiano, hanno condiviso «la priorità di garantire la sicurezza dei lavoratori marittimi e la libertà di navigazione negli stretti». A tal riguardo si è fatto riferimento anche al ruolo dell’International Maritime Organization (Imo). Per parte italiana, il viceministro ha ribadito l’impegno del nostro Paese a «sostenere la resilienza dei flussi commerciali e delle infrastrutture strategiche, valorizzando le competenze del sistema italiano nei settori portuale e dell’aviazione civile». Viene riportato che il ministro Al Thani ha confermato l’interesse a «rafforzare la cooperazione bilaterale».
È da aggiungere che le parti hanno concordato di «mantenere un coordinamento costante sui principali dossier di interesse comune».











