Alis: occhio a effetto Hormuz e Ets, c’è il rischio che paralizzino il settore
Guido Grimaldi chiede al governo di ampliare i sostegni

Guido Grimaldi, presidente Alis
ROMA. «C’è il rischio concreto che sia compromessa la tenuta economica del Paese e, per essere ancora più chiari, c’è il rischio di paralisi di un settore che non può sostenere contemporaneamente incrementi incontrollati dei costi derivanti dalla situazione globale e tassazioni europee come l’Ets». Stavolta a far sentire tutta la propria preoccupazione per gli sconquassi che sta avendo la crisi geopolitica dello Stretto di Hormuz è il fronte delle realtà che compongono Alis, l’associazione sotto il segno della sostenibilità intermodale che è presieduta da Guido Grimaldi (e che comprende imprese di spedizioni e università, istituzioni portuali e aeroporti, terminalisti e flotte, ditte di autotrasporto e scuole…). Lo fa per bocca proprio di Guido Grimaldi, che prende di petto la bufera che si sta abbattendo sui costi del settore: Grimaldi parla di «rincari nei noli marittimi, nei premi assicurativi e nei costi operativi, con un impatto che si estende a tutte le modalità di trasporto».
Il presidente di Alis esprime «apprezzamento per le misure emergenziali adottate dal governo» (a cominciare dalla riduzione delle accise sui carburanti e dal credito d’imposta per le imprese di autotrasporto), ma bisogna fare di più: «Sentiamo il bisogno – dice Guido Grimaldi – di sottolineare la necessità di ampliare il sostegno ad un comparto ritenuto economicamente e socialmente strategico, nonché di rafforzare ulteriormente gli strumenti di supporto e compensazione».
La presa di posizione arriva dal consiglio dei soci Alis che si è riunito a poche settimane dalla quinta edizione di LetExpo, appuntamento che «ha confermato il proprio ruolo centrale quale piattaforma di dialogo tra imprese e istituzioni, con numeri in significativa crescita sia in termini di espositori che di partecipazione internazionale e di rappresentanti del mondo politico, istituzionale ed economico», com tengono a sottolineare dal quartier generale di Alis. Sotto la lente i forti contraccolpi che le tensioni geopolitiche «stanno generando» arrivando a «un aumento significativo dei costi energetici e dei carburanti, con effetti diretti su tutta la catena logistica e sui prezzi finali per imprese, famiglie e cittadini».
Grimaldi parla di Hormuz ma anche di Ets, e non ci gira intorno: «Ricordo che le stime Rina indicano un impatto economico dell’Ets sulla flotta navale europea pari a 5,7 miliardi nel 2025 e oltre 8,2 miliardi nel 2026, a cui si aggiungono i costi del Fuel-Eu». Il numero unio di Alis parte da questo dati per augurarsi che «l’Unione Europea giunga davvero alla revisione di questa direttiva entro il termine di luglio che è stato indicato e, al tempo stesso, che da parte del nostro governo siano aumentate le risorse per gli incentivi “Sea Modal Shift” e “Ferrobonus”, portandole a 150 milioni di euro annui». Bussare a cassa, insomma? In realtà, Grimaldi tiene a ribadire che si tratterebbe semplicemente di reinvestire nel settore i proventi dell’Ets, ossia «destinati a chi opera nell’intermodalità marittima, rispondendo così al principio per cui “ciò che proviene dal mare, ritorni al mare”, al fine di alimentare un circolo virtuoso e sostenibile».
È da aggiungere che, durante la seduta del consiglio sono stati accolti nuovi soci consiglieri (e questo, si afferma, «a testimonianza della continua crescita e attrattività dell’associazione quale punto di riferimento per un network sempre più ampio e integrato di imprese operanti nei settori della logistica, dei trasporti, dei servizi e dell’innovazione». Si tratta di:
- Gi. Academy (servizi di consulenza e formazione nel settore della cybersecurity),
- Gruppo Spinelli (servizi terminal portuali e trasporto merci),
- Istituto di Vigilanza Coopservice (vigilanza privata e security),
- Klaaryo (servizi software per processi Hr),
- Meditel (produzione, assistenza e riparazione di apparati elettronici per telecomunicazioni, ferroviario, aerospazio e mobilità),
- Miri (manutenzione ferroviaria e costruzione di impianti di condizionamento ferroviari e fotovoltaici),
- Randstad Services (servizi per le risorse umane e il mondo del lavoro),
- Studio Carbognani (consulenza per il commercio estero),
- Zucchetti Logistics (sviluppo e installazione di software per gestione magazzino, logistica e trasporti).
«Alis – conclude Guido Grimaldi – continuerà a svolgere il proprio ruolo con responsabilità e visione, rafforzando il dialogo istituzionale, sostenendo le imprese e promuovendo un modello di logistica sempre più sostenibile, efficiente e competitivo».











