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SOS SICUREZZA

Squilibrato armato attacca un traghetto: ma è una simulazione

Maxi-esercitazione della Guardia Costiera nelle acque davanti a Livorno

Foto di gruppo per alcuni dei protagonisti della maxiesercitazione della Guardia Costiera a Livorno

LIVORNO. Il racconto della scena è da film: a bordo di un traghetto in navigazione fra Livorno e Olbia uno sconosciuto, armato e in precarie condizioni mentali, minaccia un membro dell’equipaggio per entrare in plancia di comando e gettare un ordigno incendiario che ha causato un principio d’incendio (e qualche ferito), poi ancora minacce con pistole e coltelli a passeggeri e altri marittimi finché riesce a sparire e a trovare nascondiglio chissà dove in qualche angolo della nave. Non basta: l’attacco con l’ordigno a chi era al timone ha fatto perdere il controllo del traghetto, che è entrato in rotta di collisione con un peschereccio facendolo rovesciare. Risultato: quattro pescatori malconci in acqua e sversamento di carburante…

Tutto questo però non è un film ma quasi. Si tratta del canovaccio di una complessa esercitazione andata in scena poco dopo le ore 10 del mattino: niente squilibrato con armi e bombe, è una simulazione che ha immaginato esser finito nel mirino il traghetto “Mega Express Two” della Corsica Ferries, a bordo 90 membri dell’equipaggio e circa 250 passeggeri. Luogo: le acque davanti al porto di Livorno. Personaggi e interpreti: i protagonisti dell’esercitazione interforze coordinata dal Centro secondario di soccorso marittimo della Guardia Costiera di Livorno (2° Maritime Rescue Sub Center), sotto la direzione della prefettura di Livorno. Scopo: un test sulla capacità di risposta operativa «in caso di grave emergenza marittima con implicazioni di security, ricerca e soccorso e tutela ambientale».

L’attività addestrativa è stata denominata “Pollex Security Sarex 2026” e fa parte dello stock di esercitazioni che il personale della Guardia Costiera compie di frequente in tandem con le altre amministrazioni presenti sul territorio, per «mantenere elevati standard di preparazione, verificare la capacità di coordinamento della catena dei soccorsi e consolidare la cooperazione tra le diverse componenti istituzionali chiamate a intervenire nelle emergenze in mare».

Alla simulazione – viene fatto rilevare – hanno preso parte «numerosi mezzi navali e aerei della Guardia Costiera, dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco (presenti anche con il nucleo sommozzatori) oltre a personale sanitario del 118, mezzi della società Castalia per il pronto intervento antinquinamento, unità dei servizi tecnico-nautici del porto di Livorno e associazioni di volontariato quali Misericordia e Croce Rossa.

L’intervento delle forze di soccorso durante la simulazione dell’attacco al traghetto

Il “ciak”, se vogliamo dire così, per dare il via allo scenario simulato è stato dato, come detto intorno alle ore 10, con il comandante del traghetto che ha lanciato l’allarme relativo all’attacco. Immediatamente sono state fatte scattare le procedure di emergenza previste per eventi di particolare gravità. Oltre alla sala operativa del 2° Mrsc della Guardia Costiera di Livorno, sono state subito coinvolte la prefettura, la questura, la Guardia di Finanza e la centrale operativa nazionale della Guardia Costiera di Roma.

È stato spiegato poi che la sala operativa della Guardia Costiera di Livorno ha preso il coordinamento delle operazioni “search and rescue” (Sar), inviando motovedette specializzate, unità navali dei Vigili del Fuoco e della Guardia di Finanza, mentre un velivolo delle Fiamme gialle, già in attività operativa, veniva dirottato sull’area dell’emergenza per fornire supporto aereo e trasmettere in tempo reale le immagini alla centrale operativa. Contestualmente è stato fatto decollare un elicottero della base della Guardia Costiera di Sarzana per le attività di ricerca dei naufraghi del motopesca e per il successivo recupero dei feriti più gravi.

L’intervento dell’elicottero durante l’esercitazione della Guardia Costiera

Cosa è accaduto in ambito portuale intanto? È scattato il piano “Port Facility Security Plan” (Pfsp) mettendo in moto le procedure di security ed è stato innalzato il livello a “Marsec 3”. Tradotto: chiusura dei varchi, sospensione delle operazioni commerciali ed evacuazione delle aree non interessate dalla gestione dell’emergenza. Nel frattempo la prefettura di Livorno, tramite il funzionario di pubblica sicurezza, ha preso il coordinamento delle attività di ordine pubblico: si è riunito il “comitato di crisi” ed è stato disposto, sulla base delle informazioni fornite dalla Guardia Costiera, l’intervento delle forze speciali (Gis Carabinieri) per neutralizzare l’attacco da parte dello squilibrato presente a bordo. In parallelo, com’è stato reso noto, le unità “Sar” e gli elicotteri si sono occupati del recupero dei naufraghi del motopesca mentre il mezzo antinquinamento “Nos Taurus” è entrato in azione per limitare la chiazza oleosa generata dal ribaltamento del peschereccio.

E il traghetto la cui plancia di comando era stata mandata in tilt dall’incendio (falso)? Il controllo della nave è stato preso dall’equipaggio del traghetto agendo dalla sala macchine: la nave Livorno-Olbia è stata fatta rientrare verso la rada di Livorno (grazie anche all’assistenza di un pilota del porto e al supporto dei rimorchiatori).

A questo punto, la ricostruzione della simulazione dice che l’attacco è stato neutralizzato dalle forze speciali: è stato dato l’ok per far salire a bordo il personale di polizia giudiziaria, dei Vigili del Fuoco (per la messain sicurezza) e dei sanitari del 118 (per il trattamento dei feriti). Nel quartier generale della Direzione marittima di Livorno, in quel mentre è stata messa in piedi una “sala crisi”: è da lì che l’esercitazione è stata seguita dal prefetto di Livorno, dal direttore marittimo della Toscana, dal questore e dai comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Una volta conclusa la fase (simulata) di evacuazione e soccorso, sono state avviate le attività di polizia scientifica e giudiziaria a bordo: e questi sono stati i titioli di coda dell’esercitazione.

In questo modo – è la sottolineatura che arriva dalla Guardia Costiera – è stato possibile «testare in maniera estremamente realistica» la capacità di risposta del sistema integrato di soccorso marittimo e di gestione delle emergenze complesse. È emerso «l’elevato livello di preparazione raggiunto dal personale coinvolto» e si è vista «la piena efficacia del coordinamento tra tutte le componenti istituzionali».

Queste le parole del direttore marittimo della Toscana, ammiraglio Canu, al termine delle attività: «Desidero ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla pianificazione e alla perfetta riuscita dell’esercitazione: a partire dalla prefettura, dalle forze di polizia e di soccorso intervenute, dai servizi tecnico-nautici del porto e dalla società armatrice. Queste esercitazioni rappresentano momenti fondamentali per verificare il livello di preparazione raggiunto nella gestione di eventi complessi e per garantire, sotto ogni profilo, la sicurezza dei cittadini».

Così il commento del prefetto livornese Giancarlo Dionisi: «Ringrazio tutti gli enti, le Istituzioni e i soggetti coinvolti che hanno contribuito all’ottima riuscita dell’attività esercitativa. Occasioni come questa dimostrano concretamente la capacità delle istituzioni di operare come una squadra coesa, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, con l’obiettivo comune di garantire sicurezza, legalità e tutela della collettività».

Pubblicato il
12 Maggio 2026

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