Marevivo con l’ecoattivista Tinga dal papa per la campagna sulle bottiglie di plastica
«Solo con il deposito cauzionale si ridurrà la dispersione nell’ambiente»

La presidente di Marevivo Rosalba Giugni, ecoattivista Merijn Tinga, segretaria generale Marevivo Raffaella Giugni
ROMA. Ogni anno consumiamo un Everest di bottiglie di plastica (Pet): 430mila tonnellate soltanto in Italia. Ma se è vero che solo il 70% viene intercettato per il riciclo, significa che quasi 130mila tonnellate sfuggono alla rete e finisce o disperso nell’ambiente o smaltito in inceneritori e discariche. Basterebbe questo per capire da dove salta fuori il fatto che è costituito da materiale plastico «più della metà dei rifiuti presenti sui fondali del Mediterraneo e più del 95% di quelli galleggianti in superficie». Parte da questi dati di fondo la campagna nazionale dal titolo “A Buon Rendere – Molto più di un vuoto”: ha l’obiettivo di far introdurre un deposito cauzionale per ogni bottiglietta così da ridurre la dispersione di plastica nell’ambiente. A maggior ragione nel nostro Paese, in testa alle classifiche europee riguardanti il consumo di acqua in bottiglia («e, di conseguenza, siamo tra i Paesi che immettono più bottiglie di plastica sul mercato»).
È in questo contesto che Marevivo insieme al biologo e attivista ambientale olandese Merijn Tinga, conosciuto come “Plastic Soup Surfer”, ha incontrato per la prima volta papa Leone XIV. Con una speranza: coinvolgere anche la Santa Sede per promuovere l’adozione del deposito cauzionale per bottiglie di plastica e lattine.
Nel faccia a faccia con il pontefice, Merijn Tinga ha proposto l’avvio di un sistema di deposito cauzionale all’interno della Città del Vaticano: un gesto «semplice ma altamente simbolico, in linea con i principi ambientali espressi nell’enciclica “Laudato si’” e con la necessità di superare la “cultura dell’usa e getta”, che è tra le principali cause dell’aumento dell’inquinamento», com’è stato messo in risalto da Marevivo.
Questa realtà associativa segnala che l’Italia si conferma «tra i Paesi più virtuosi dell’Unione Europea nell’utilizzo circolare dei materiali» e ha «già superato gli obiettivi europei sul riciclo degli imballaggi, raggiungendo il 76,7% rispetto al target del 70% fissato per il 2030». Non è così invece sul versante della raccolta delle bottiglie in Pet: «Il traguardo del 77% fissato per il 2025 – si afferma – è stato mancato di almeno sette punti percentuali e, allo stato attuale, appare irrealistico il 90% richiesto entro la fine del 2028, considerato inoltre che il settore del riciclo della plastica si trova in un momento di grande difficoltà». Per questo Marevivo e la campagna “A Buon Rendere” si schierano al fianco della mobilitazione di Tinga.
L’incontro in Vaticano è stato preceduto dalla partecipazione degli esponenti di Marevivo e di “A Buon Rendere” a un convegno nella sede della Camera dei deputati: è stata l’occasione per illustrare le tre proposte di legge per un sistema di deposito cauzionale per bottiglie in plastica e lattine monouso che sono state presentate dai deputati delle tre diverse forze politiche che le hanno depositate (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia). Tra i relatori, oltre a Marevivo e “A Buon Rendere”, hanno partecipato i rappresentanti del ministero dell’ambiente, Ispra, Asvis, Fare Verde e Acqua Sant’Anna («come primo marchio leader del settore impegnato a sostenere l’urgenza di un sistema di deposito cauzionale»).
Diciannove Paesi europei hanno già aderito al sistema del deposito cauzionale per le bottiglie in plastica e questo ne conferma la validità: secondo Raffaella Giugni, segretaria generale di Marevivo, si stima che introdurre anche in Italia il deposito cauzionale «possa ridurre dell’80% lo spreco di oltre 8 miliardi di contenitori che sfuggono ogni anno al riciclo». Per questo si punta a convincere il Vaticano a «dare il buon esempio introducendo il deposito cauzionale all’interno dei propri confini». Aggiungendo poi: «È un segnale forte, significativo, proveniente dalla Chiesa Cattolica, che testimonia il suo impegno nell’adoperarsi per il bene comune contrastando l’inquinamento ambientale».

Spedizione dell’ecoattivista Merjin Tinga per la campagna contro le bottiglie di plastica
Così il commento dell’attivista ambientalista Merjin Tinga: «Il sistema del deposito cauzionale è estremamente efficace: in appena sei mesi riduce dell’80% l’abbandono di bottiglie e lattine nell’ambiente. Una bottiglia torna a essere una bottiglia ed è il vero significato di un’economia circolare. Ma soprattutto restituisce senso di responsabilità a una società sempre più abituata all’ “usa e getta”». Poi ha parlato della sua spedizione nata per sensibilizzare la collettività: «È stata una straordinaria avventura, segnata da venti contrari, mare mosso e momenti difficili affrontati in acqua. Eppure, ogni volta che approdavo a terra, trovavo accoglienza, sostegno e grande generosità. In questo viaggio non ho soltanto attraversato coste, ma ho anche incontrato persone speciali e costruito nuove amicizie. Sono proprio questi legami umani e il senso di una missione condivisa a darmi la forza di continuare».
Queste le parole di Silvia Ricci, esponente del Coordinamento della campagna “A Buon Rendere”: «Per conseguire gli ambiziosi obiettivi europei di raccolta e riciclo restano poco più di due anni e solamente un sistema di deposito può consentirlo, assicurando al tempo stesso dati affidabili e pienamente trasparenti. Con il deposito cauzionale ogni contenitore immesso sul mercato viene registrato tramite un codice a barre presente sulla confezione, rendendo possibile la tracciabilità in tempo reale dei contenitori che entrano ed escono dal circuito e vengono poi avviati al riciclo. In Italia, al contrario, non disponiamo ancora di dati altrettanto solidi e verificabili in quanto il nostro sistema di rendicontazione, non potendo basarsi sul conteggio delle singole unità immesse al consumo nel settore delle bevande, può produrre esclusivamente stime».











