Tragedie sul lavoro, quest’anno gli operai morti sono già più di mille
Gli ultimi: ustionato in uno stabilimento Fincantieri, giù da un solaio a Milano

Queste sono le prime quattro regioni in cui nel 2026 si sono verificati più incidenti mortali sul lavoro dati aggiornati dal 18 settembre scorso
ANCONA. È morto a causa delle ustioni un operaio di 55 anni, al lavoro per una impresa appaltatrice all’interno dello stabilimento Fincantieri di Ancona: è stato investito dalle fiamme che si sono sprigionate all’improvviso durante le lavorazioni a bordo di una nave presente in uno dei capannoni della fabbrica cantieristica.
A poche ore di distanza, un’altra tragedia sul lavoro: stavolta in provincia di Milano, nella zona di Robecco, nel corso dei lavori a un solaio. A perdere la vita un operaio quarantottenne: fatale per lui un volo di quasi otto metri.
In realtà è semplicemente un giorno qualunque nello stillicidio di infortuni mortali sul lavoro: anzi, la media di tragedie sul lavoro è addirittura più alta e ormai sfiora i quattro morti al giorno (3,87), domeniche comprese. Basti dire, come ricordavano a metà settembre sia “Famiglia Cristiana” che il quotidiano dei vescovi “Avvenire”, in questo 2026 il millesimo morto sul lavoro l’abbiamo superato di slancio il 15 settembre scorso.
Per dirlo si fa riferimento all’Osservatorio indipendente di Bologna sulle vittime del lavoro: è l’incredibile impresa personale di Carlo Soricelli, un po’ ex operaio metalmeccanico e un po’ artista, che dal 2008 “fotografa” ad uno ad uno tutte ma proprio tutte le sciagure che riguardano lavoratori. Considerate perfino più attendibili delle statistiche ufficiali: attualmente i dati aggiornati al 28 settembre scorso parlano di 1.064 lavoratori morti a causa del lavoro, 855 proprio mentre stavano lavorando e gli altri nel tragitto casa-lavoro. Fra le prime quattro regioni per lavoratori morti, ecco la Toscana. 1.064 morti e mancano ancora ottobre, novembre e dicembre. C’è il rischio di ritrovarsi a fine anno al di sopra di quota 1.400…
Per tornare al lavoratore morto ad Ancona, resta da chiarire la dinamica di questa ennesima tragedia sul lavoro: fra le primissime ipotesi al vaglio degli inquirenti, pare sia la supposizione che a generare la fiammata possa esser stata una scintilla nel corso di una fase di intervento sulle lamiere.
A quanto è dato sapere, i medici hanno tentato di salvarlo in ogni modo durante la disperata corsa verso il pronto soccorso dell’ospedale della città marchigiana. I sanitari avevano visto già fin dal primo momento che le sue condizioni erano disperate: non ce l’ha fatta.
Insieme a lui, origini tunisine e padre di tre figli, la fiammata ha colpito anche un altro lavoratore: si tratta di un ventinovenne di origini bengalesi che dall’ospedale dorico è stato trasportato d’urgenza al centro di Pisa per la cura dei grandi ustionati: le sue condizioni sono gravissime.











