A lezione di sostenibile a bordo di una nave Grimaldi
Gli studenti dell’Its Teclog passano dalla teoria alla banchina

Gli studenti dell’ITS in banchina
LIVORNO. Quattro giorni a bordo di una nave Grimaldi Lines tra Civitavecchia e Barcellona: per un gruppo di 22 studenti del corso Its-Teclog 3 per studiare in modo diretto e, diciamo così, “dal vivo” l’intermodalità e la transizione ecologica. Di più: il modo per rendere più efficiente e sostenibile la logistica.
Stiamo parlando del progetto “Motorways of the Sea Training”, programma formativo messo a punto da Escola Europea Intermodal Transport, che dal 3 al 6 ottobre ha accompagnato i partecipanti in un percorso tra Civitavecchia e Barcellona, a bordo di una nave della flotta Grimaldi Lines.
Protagonista di questa esperienza un team di alunni del corso promosso da Fondazione Isyl in tandem con l’Authority livornese e la Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno (cioè delle province di Livorno e Grosseto). Per loro è stato così possibile mettere accanto alla formazione teorica anche l’esperienza diretta: hanno potuto vedere in presa diretta – viene fatto rilevare – le dinamiche operative del trasporto marittimo e le connessioni tra porti, terminal e reti terrestri. Si tratta di «un tema centrale per le filiere produttve e distributive, chiamate a individuare soluzioni capaci di coniugare efficienza logistica e riduzione dell’impatto ambientale», come viene segnalato da Palazzo Rosciano, quartier generale dell’istituzione portuale che governa gli scali dell’Alto Tirreno.
Stando a quanto viene messo in evidenza, nel menù dell’iniziativa sono state previste visite tecniche ai porti di Civitavecchia e Barcellona, workshop a bordo e approfondimenti sulle operazioni logistiche. In particolare, nel ventaglio degli aspetti portati sotto la luce dei riflettori possiamo citare «l’organizzazione delle aree garage, le attività di carico e scarico e il funzionamento del ponte di comando». Scopo: mettere in relazione nelle fasio concrete di lavoro le conoscenze teoriche con le esigenze operative del settore.
Nello specifico, questi quattro giorni sono stati dedicati alle “autostrade del mare” e al loro ruolo – viene indicato – nello sviluppo di un sistema di trasporto delle merci più integrato, con «un’attenzione particolare al rapporto tra competitività economica, innovazione e sostenibilità ambientale».
Grazie all’esperienza a bordo, per questo gruppo di giovani è stato possibile approfondire il ruolo del trasporto marittimo all’interno di una filiera più ampia, nella quale il coordinamento tra le diverse modalità di trasporto rappresenta un elemento fondamentale. Ampio spazio – è questa l’argomentazione messa in evidenza – è stato dedicato alle «opportunità offerte dalle “autostrade del mare” nell’ambito delle reti logistiche intermodali europee». Il programma ha approfondito il ruolo dei porti e degli operatori della spedizione, le innovazioni tecnologiche e le politiche ambientali dell’Unione europea. Tra i temi che sono stati presi in esame figura, secondo quanto emerso, «anche la rete transeuropea dei trasporti, e gli strumenti di sostegno alla logistica ferroviaria e marittima, tra cui “marebonus” e “ferrobonus”».
La sfida – è stato detto dall’Authority livornese – è «rendere il trasporto delle merci sempre più integrato, attraverso il coordinamento tra servizi marittimi, infrastrutture portuali e collegamenti terrestri». Ma tutto questo dipende da «un approccio che richiede competenze specifiche e una conoscenza concreta dei processi che regolano la movimentazione delle merci».
Queste le parole di Claudio Capuano, che nella “squadra” dell’Autrhority è dirigente del settore formazione: «L’esperienza tra Civitavecchia e Barcellona ha offerto un’occasione di approfondimento sulle prospettive della logistica intermodale e sulle competenze necessarie ad affrontare le trasformazioni del settore, in un contesto in cui sostenibilità e competitività sono sempre più strettamente legate». Aggiungendo poi: «In questo contesto la formazione assume un ruolo importante nel preparare professionisti e nuove generazioni alle trasformazioni del settore. Comprendere il funzionamento delle reti intermodali, valutare le alternative disponibili e conoscere le opportunità offerte dal trasporto marittimo sono competenze fondamentali per affrontare le sfide di una logistica chiamata a coniugare competitività e attenzione all’ambiente».











