La settimana di Napoli capitale dell’economia del mare
Fino al 1° novembre il confronto sulle trasformazioni

L’apertura della Naples Shipping Week
NAPOLI. Napoli è tornata sotto i riflettori del turismo internazionale, adesso per una settimana sarà anche capitale dell’economia del mare: l’occasione gliela dà l’edizione numero 7 della “Naples Shipping Week”, l’iniziativa organizzata dal Propeller Club partenopeo e da Clickutility Team, promossa dal Comune di Napoli e dall’Authority del Mar Tirreno Centrale. Fino a domenica 1° novembre istituzioni, imprese, operatori del settore e mondo della ricerca si confronteranno su trasformazioni e prospettive di sviluppo. In ballo più di quaranta eventi.

Umberto Masucci, presidente del Propeller di Napoli
«Si conferma la capacità di Napoli di riunire le diverse anime dell’economia del mare: dalle imprese alle istituzioni, dalle università al mondo della ricerca e delle professioni»: è quanto sottolinea Umberto Masucci, presidente del club napoletano che è l’anima dell’evento. «Abbiamo costruito un programma il più completo possibile in grado di affrontare le principali opportunità e sfide del settore marittimo-portuale». Occhi puntati anche sui giovani e sul mondo del lavoro: per questo sono previsti il “Career Day”, gli incontri con le aziende, la competizione dedicata alle startup.

Eliseo Cuccaro, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale
Martedì 27 la Naples Shipping Week mette in agenda un poker di eventi sotto il segno di
- storia marittima,
- fiscalità internazionale,
- trasformazioni delle città portuali,
- cultura del mare.

L’ammiraglio ispettore Giuseppe Aulicino, direttore marittimo della Campania
Il via alle 9,30 alla Fondazione Banco di Napoli con la quindicesima edizione dell’Incontro di Storia Marittima, organizzato dall’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea del Cnr, che quest’anno approfondirà il rapporto tra donne e mare, tra passato, presente e futuro. In parallelo, sempre dalle 9,30 alle 13,30, nella sede del Tribunale di Napoli, l’Ordine degli Avvocati mette in cantiere il convegno “Blue economy, fiscalità internazionale: il ruolo dei professionisti”, dedicato agli aspetti fiscali e professionali legati alle attività dell’economia marittima.
Nel pomeriggio, dalle 15 alle 18, l’attenzione si sposterà sul rapporto tra infrastrutture portuali e sviluppo urbano con la tavola rotonda “Tra porti, città e industria: conflitti, transizione e rigenerazione urbana”. Stiamo parlando di un evento ospitato dal Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II: promosso da Cnr, Università Federico II, Propeller Club di Napoli, Inu Campania, Community Inu Porti e Città di Mare e Rete, si occuperà delle sfide della trasformazione dei territori portuali, tra esigenze industriali, transizione e rigenerazione urbana. Alle 17 la Lega Navale di Napoli invita al convegno sulla pesca e alla presentazione del volume “Il nostro tonno. Dalle tonnare fisse alle tonnare volanti: storia e storie”, a cura del console Secondo Squizzato e organizzato dal Touring Club Italiano. Un tuffo nella storia della pesca del tonno ma anche del suo legame con le tradizioni produttive e marittime.
Va detto che la giornata inaugurale ha messo l’accento intanto sul futuro del porto di Napoli: un focus group tecnico ha coinvolto alcuni fra i principali operatori dello scalo sotto la regia di Srm in un incontro realizzato in collaborazione con l’Authority napoletana e il Propeller locale. Nel pomeriggio Palazzo Calabritto è stato il palcoscenico del convegno promosso dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli: in tale occasione è stato firmato un protocollo d’intesa tra l’Ordine, presieduto da Matteo De Lise, e il Propeller Club napoletano guidato da Umberto Masucci.
Stiamo parlando di un accordo che dura tre anni. Obiettivo: promuovere un sistema diffuso di competenze e professionalità dello shipping, della logistica e della portualità attraverso attività congiunte di formazione, studio e approfondimento. Sono stati individuati alcuni ambiti di collaborazione: la fiscalità, la governance aziendale, la finanza agevolata e l’accesso ai fondi europei, con particolare attenzione alle opportunità legate alla transizione energetica e alla digitalizzazione dei porti. Il protocollo – è stato messo in rilievo – prevede inoltre il monitoraggio dei bandi e di finanziamento, la condivisione di progetti e buone pratiche e l’istituzione di un “tavolo di coordinamento” incaricato di programmare le iniziative e verificarne i risultati.
«L’accordo – segnala Masucci – è il risultato di un percorso che ha visto crescere l’attenzione dei commercialisti verso l’economia del mare, come testimoniano i due convegni dedicati alle concessioni demaniali marittime organizzati nell’ambito della manifestazione. Un’intesa che ci consentirà di consolidare ulteriormente i rapporti tra il mondo marittimo-portuale e i professionisti napoletani».
La giornata è proseguita con una visita guidata al centro di addestramento marittimo di Italian Maritime Academy Technologies (Imat). Spazio anche al dialogo tra ricerca scientifica e industria marittima con l’incontro “Scienza e shipping: un’alleanza strategica per il futuro blu”. Nel team che l’ha organizzato figurano la Stazione Zoologica Anton Dohrn, l’Associazione Amici dell’Acquario di Napoli Ets e la Fondazione Dohrn, negli spazi del Museo Darwin Dohrn e della Casina Pompeiana, all’interno della Villa Comunale di Napoli. Dalle tecnologie per l’esplorazione del mare profondo allo studio dei suoni sottomarini, fino alle nuove opportunità offerte dalla collaborazione tra ricerca e navigazione commerciale e da diporto: il confronto ha approfondito alcune delle applicazioni della ricerca scientifica alla conoscenza degli ecosistemi marini, evidenziando le possibili sinergie con il settore dello shipping.











