Con i droni di “Sentinel III” occhi aperti sulle isole dell’Arcipelago
Progetto per il pronto intervento da remoto in caso di emergenza (fino alla Corsica)

Lo schema del progetto Sentinel III con il drone che ha una capacità operativa sull’Arcipelago Toscano
LIVORNO. I droni abbiamo imparato a conoscerli in tv per le conseguenze devastanti in scenari di guerra: hanno preso il posto delle mine anti-uomo in cima alla top ten degli orrori. In realtà, non è affatto detto che questa tecnologia abbia soltanto una vocazione così letale: al contrario, il progetto “Sentinel III” presentato a Livorno dall’équipe di Marco Fulvi è la riprova che tutto dipende dagli scopi della mano (umana) che la guida e che talvolta cerca di nascondersi dietro l’onnipotenza della tecnologia per autoassolversi da ogni responsabilità.
“Sentinel III” nasce da una lunga incubazione in un susseguirsi di fasi preliminari che, a partire dal 2021, hanno preparato il terreno. A cosa? Al fatto di poter contare su qualcosa in grado di muoversi con estrema agilità e rapidità, senza mettere in moto complicati apparati di soccorsi con costi tanto ingenti quanto inevitabili.
La videopresentazione di una delle possibili applicazioni mostra un escursionista attaccato da un muflone, feriti tanto lui che il suo cane. Richiesta di soccorso via smartphone, geolocalizzazione della posizione esatta, partenza del drone di soccorso che intanto imbraca il cane e lo porta in extremis in salvo. Davvero è solo una esercitazione da intelligenza artificiale in formato video? Mica tanto, se è vero che la sindaca capraiese Marida Bessi ricorda quanto accade spesso sui sentieri dell’isola, con l’esigenza magari di portare acqua a chi è a rischio di disidratazione perché bloccato sotto l’afa di agosto in qualche zona di Capraia («ora raggiungibile rapidamente solo passando via mare e poi arrampicandosi sulle rocce»). Le emergenze possono essere di mille tipi, e il problema è sempre quello: arrivare il prima possibile, poter contare su una mobilitazione capace di sapersi dirigere sul punto esatto e al tempo stesso senza dover mettere in moto apparati elefantiaci.
Ora come ora si tratta di un piccolissimo aereo tipo Cessna ma con una apertura alare limitata a tre metri e una capacità di trasporto di 10 chili. In particolare, il velivolo a decollo verticale progettato per coprire questo raggio d’azione ha 180 minuti di autonomia e può raggiungere una velocità dio 120 chilometri orari grazie alla propulsione a rotori basculanti (e avvalendosi sia di sistemi di comunicazione satellitare che dell’integrazione fotovoltaica sull’ala). Da aggiungere un piccolo “cervello” a bordo: se per un qualche caso dovesse saltare la connessione con il satellite non resterebbe in balia del nulla ma sarebbe ugualmente in grado di autodirigersi là dove deve.

Tre dei protagonisti del progetto Sentinel III, da sinistra Luciano Allegri, Marco Fulvi e Dario Marzi
È evidente che il progetto di “Sentinel III” ha l’ambizione di puntare in alto: se per ora il raggio di azione è fino all’isola di Capraia, il dopodomani mira a creare un network che ce la faccia a coprire l’intero Arcipelago Toscano, Elba compresa (e più avanti anche la Corsica in una dimensione transfrontaliero già peraltro esplorata dai vari progetti Interreg).
A dare l’idea di quanto le istituzioni siano interessate a questa prospettiva come infrastruttura anche per le emergenze sono le presenze di vertice alla presentazione di questo nuovo capitolo del progetto, introdotta da Michela Berti, giornalista della “Nazione”: l’Autorità di Sistema Portuale (con il presidente Davide Gariglio), la Guardia Costiera (con il comandante in seconda, capitano di vascello Rodolfo Raiteri), i sindaci di Livorno (Luca Salvetti) e di Capraia (Marida Bessi), il prefetto (Giancarlo Dionisi) mentre il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha invitato a Firenze i protagonisti del progetto.
C’è dell’altro: il team livornese di Marco Fulvi ha in mano la regia dell’operazione; Yacht Line è un gigante nell’allestimento di grandi yacht e ville extralusso che, grazie a Fiorenzo Bandecchi e Enrico Ciacchini, hanno deciso di mettere a disposizione di “Sentinel III” il quartier generale a Porta a Mare e di sponsorizzare come mecenati questa iniziativa senza scopo di lucro; Heli World, grazie alla presenza di Luciano Allegri, pilota di elicotteri e istruttore di volo, porta all’interno del progetto la cultura aeronautica che serve a fare il salto di qualità. Già, perché qui siamo ben al di là del piccolo drone comprato per divertimento su Amazon. Tant’è vero che la fase successiva vedrà la realizzazione dei droni nel grosso polo produttivo romano ma con la sede livornese trasformata in centrale di controllo con un software in grado di gestire una tale complessità di compiti.

Il giornalista Antonio Fulvi: questa è la foto scelta dal Comune di Livorno per ricordarlo in occasione della sua scomparsa poche settimane fa
C’è anche qualcos’altro: il ricordo di Antonio Fulvi, il giornalista livornese che per oltre mezzo secolo ha diretto la “Gazzetta Marittima”. Si era fatto “ambasciatore” del progetto guidato dal figlio Marco perché credeva in quest’idea nata nel segno della tecnologia, e per qualcosa che lui aveva a cuore: i familiari sì, ma chi l’ha conosciuto se quanto fosse legato al “mare nostrum” e principalmente alla “sua” Capraia, come ha ricordato la sindaca Bessi. L’aveva fatto intuendo una cosa: questi mini-apparecchi volanti possono essere lo strumento con cui – dirà poi Marco Fulvi – si colma una diseguaglianza, quella fra chi vive sul continente e chi abita in un’isola piccina picciò. Il marchingegno, insomma, per garantire davvero anche negli “scogli” laggiù al largo nell’Arcipelagp la continuità territoriale, e dunque l’esigibilità reale dei diritti, in primo luogo alla salute.
“Salvare vite. Oltre l’orizzonte”: questo lo slogan che accompagna il progetto di questo servizio mediante droni «per missioni civili tra la costa toscana, le isole dell’Arcipelago e, in prospettiva transfrontaliera, la Corsica», secondo la sottolineatura messa nero su bianco. Lo fa all’interno di un ecosistema che «valorizza l’esperienza di collaborazione maturata con la prefettura di Livorno e l’Authority del Nord Tirreno così come la Guardia di Finanza e la Guardia Costiera, oltre al Comune di Capraia Isola e alla Porto 2000». Marco Fulvi insiste anche su altri due elementi: da un lato, questa costellazione di soggetti attorno al progetto è possibile perché tutto questo non nasce a scopo di lucro; dall’altro, “Sentinel” vuol «dare una mano ma non sostituirsi a enti e istituzioni». Per spiegarlo usa una piccola trottola: «ha nel movimento il suo equilibrio», dice.
Alle spalle c’è l’esperienza dell’Academy dei droni ma anche il know how di un gruppo aeronautico (che però qui in zona Porta a Mare a Livorno potrebbe mettere una sorta di “sala controllo” del progetto. Beninteso, non è solo una sorta di “ambulanza” per il pronto intervento: significa anche ricerca dei dispersi, protezione civile, monitoraggio da remoto, solo per citarne alcune…

Il capitano di vascello Rodolfo Raiteri, comandante in seconda della Capitaneria di porto di Livorno
Il prefetto Dionisi mette l’accento sul ribaltamento della logica dei droni che abbiamo visto fin qui associata a morte e distruzione: «È un progetto che sa essere visionario e al tempo stesso è stato concretizzato operativamente, non è rimasto enunciato come una bella idea e basta».
La sindaca capraiese Bessi torna a ribadire quanto sarebbe utile poter disporre di una tal capacità di intervento: non le mancano gli esempi concreti con interventi frequenti in soccorso a escursionisti sui sentieri di Capraia.
Il suo omologo livornese Salvetti ripercorre alcune delle tappe di questa storia: nel 2023 la prima presentazione, nel novembre dell’anno successivo il primo volo, lo scorso anno un ulteriore passo in avanti. La possibilità di contare su quest’allargamento della capacità di intervento nelle emergenze è, a suo giudizio, anche una sorta di “liberazione interiore”: meno limitazioni per chi vive in piccole isole, fossero pure limitazioni che dipendono dalla percezione mentale.
Il presidente dell’Authority Gariglio viene dal Piemonte e intravede una potenzialità enorme da allargare non solo alle piccole isole ma anche a luoghi remoti della terraferma: il riferimento è «a tanti angoli alpini dalle mie parti, magari nella zona del Gran Paradiso, per far arrivare farmaci salvavita in paesini isolati. Aggiungendo poi: «Per questo progetto noi Authority ci siamo».
Il comandante in seconda della Capitaneria, capitano di vascello Rodolfo Raiteri, vede nell’approccio del progetto “Sentinel III” «qualcosa di simile ai compiti istituzionali di noi Guardia Costiera: salvare vite umane».
Il direttore tecnico Luciano Allegri porta nel team l’esperienza di Heli World: lo fa mettendo i puntini sulle “i” perché qui non stiamo parlando di giocattoli che volano ma di apparecchiature che hanno rigide regolamentazioni all’interno delle quali occorre sapersi muovere. A maggiore ragione se si vuole immaginare in futuro di passare da un carico di 10 chili a uno dieci-venti volte tanto.

Il presidente dell’Authority livornese Davide Gariglio e a destra il prefetto Giancarlo Dionisi











