Visita il sito web
Tempo per la lettura: 3 minuti
I NUMERI DEL 2025

Le navi “targate” Bahamas o Cayman: c’erano una volta le flotte europee

Porto di Livorno ai raggi x grazie ai dati dell’Avvisatore Marittimo

LIVORNO. La prima cosa che salta all’occhio, scorrendo il consueto, ben articolato compendio statistico del porto labronico elaborato dall’Avvisatore Marittimo della famiglia Moniga, è la classifica delle bandiere che ci approdano. La più frequente, tolta ovviamente quella italiana, è delle Bahamas (173) seguita dalle isole Marshall (115) e quindi dalle Cayman (85) con appresso Hong Kong (81). Per trovare la prima delle europee dopo l’Italia bisogna accontentarci della Grecia (44) seguita dalla Danimarca (29). Inutile farci sopra del sarcasmo: le cosiddette “bandiere ombra” surclassano su Livorno quelle delle grandi nazioni marittime; a conferma, sembra, che da primo porto internazionale del Mediterraneo fino all’unità d’Italia – quando ci fu abolito il “porto franco” – siamo scesi al sottoscala.

Chissenefrega delle bandiere, potremmo anche dire: l’importante sono le navi, merci, i traffici, i contenitori. Considerazione che ha un senso: peccato che anche in questo campo il 2025 non è stato un buon anno. Sempre sintetizzando: nel totale delle navi merci che hanno toccato Livorno, gli imbarchi sono calati del 29,10% e gli sbarchi “solo” dell’8,65%. Le voci più negative sono degli arrivi delle navi contenitori seguiti da quelle dei rotabili e dei croceristi.

Vero d’altra parte che specie per le navi contenitori il minor numero è bilanciato dalle maggiori dimensioni e portata. Ma se si guarda alle rotte, diventa evidente che la maggior parte delle toccate su Livorno è in rapporto al proseguo della nave (o all’arrivo) da Genova, seguita da Salerno e poi da Napoli. Le grandi linee dirette dai porti stranieri importanti sono in calo, anche a volerla leggere con qualche forzatura.

Altro elemento su cui considerare: da noi le portacontenitori proseguono, oltre che per Genova, per La Spezia e poi con distacco per Barcellona. Ma che sia ancora valida la maledizione che i portuali d’antan cantavano nei tempi peggiori ? («Questo è di Livorno il porto / o piove, o tira vento o sòna a morto»).

Ultima considerazione, prima di metterci a piangere: la “torta” della composizione dei traffici sul porto: il traffico (percentuale) di navi che toccano porto è di gran lunga più alto quello dei traghetti (44%) , quindi traffico pressoché nazionale, che pure è leggermente in calo rispetto all’anno prima. Seguono i ro/ro (18%), le tipologie varie (10%) mentre i contenitori calano “solo” del 9%.

Il compendio della torre blu – che anche in questo campo svolge un servizio attendibile ed encomiabile – comprende molti altri elementi, ma non va, com’è ovvio, alle ragioni dei più o dei meno. Alcune possiamo mettercele noi: poche banchine specializzate, servizi mediamente costosi anche per la conformazione del “budello” del porto industriale (il famoso microtunnel in incredibile ritardo non ha ancora finito l’iter) accessi stradali e ferroviari dell’ultimo miglio da vergognarci (mettiamoci anche gli incredibili ritardi delle soluzioni indicate da decenni ma sempre al palo), aree logistiche come l’Interporto con le loro carenze….

Con l’ottimismo della disperazione, sperando che la “macchina” dell’Autorità di Sistema Portuale alla fine venga completata nell’organico e riprenda a funzionare a pieno ritmo, dovremmo guardare a un 2026 meno negativo: meglio ancora se un po’ almeno positivo. Riapre Suez? Per Livorno sarebbe importante. La nascitura “Porti d’Italia Spa” non distribuirà risorse statali con il manuale Cencelli ma a seconda di una pianificazione razionale? E in questa pianificazione razionale e nazionale Livorno avrà quanto merita da un governo (dove Rixi impera) che ha connotati politici tutto diversi?

E poi…e poi…e poi… Ma fermiamoci qui, c’è da digerire abbastanza, anche senza spingersi a valutare le ricadute delle forti tensioni mondiali. Plutarco riferiva che, secondo Pompeo Magno, «navigare necesse, vivere non necesse». Oggi è ugualmente necessario navigare ma, se mi consentite, ancor di più vivere. Amen

(A.F.)

Pubblicato il
9 Gennaio 2026
di ANTONIO FULVI

Potrebbe interessarti

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio