Mega-yachts nel futuro delle mega-vasche
LIVORNO – Non è farina del mio sacco: leggo il rapporto Global Orderbook di “Boat International”, che parla della caduta degli ordini dei grandi yachts (navi da diporto) in Italia (e la crescita invece in Olanda) sottolineando tuttavia che l’Italia rimane al primo posto in assoluto con 692 contratti contro i 728 del 2011. Segue l’Olanda, ancora distaccata, e viene su forte al terzo posto la Turchia, dove peraltro costruiscono già alcuni dei più importanti marchi Italiani di nicchia (leggi Perini, ma non solo).
[hidepost]Perché cito questi dati? Perché come si legge qui a fianco, è in pieno sviluppo la “battaglia” per l’assegnazione tramite gara del complesso dei bacini di carenaggio di Livorno: e il cantiere Benetti (gruppo Azimut) è ben deciso ad ottenere l’assegnazione dei bacini stessi, fondamentale sia per la sua continua crescita nelle dimensioni delle navi da diporto che costruisce (siamo già oltre i 100 metri di lunghezza) sia per il progetto del “marina” nel Mediceo per il refitting invernale. Contro le sue aspirazioni, c’è la galassia – peraltro un po’ scompaginata, causa anche gli anni di indisponibilità del bacinone – dei riparatori navali, e qualche armatore di foravia (qualcuno parla di Grimaldi, ma non ci sono conferme) che vorrebbe a sua volta concorrere.
Non è un mistero che nel POT dell’Authority si è compiuta un’inversione a 180 gradi rispetto alle prime dichiarazioni di Gallanti – che puntava alle riparazioni navali – privilegiando adesso il refitting dei mega-yachts. E non è un mistero che il cambio di rotta è dovuto anche alle indicazioni del RINa, che ha certificato come il futuro del bacinone non possa che essere legato ai grandi yacht. Forse però bisognerà aggiungere un dato, che mi arriva dal citato rapporto dei Global Orderbook: il primo cantiere per ordini di grandi yachts in Europa è Azimut-Benetti (Livorno e Viareggio) con ben 70 unità in costruzione, seguito da Ferretti ormai cinese (50 yachts) e tutti gli altri distaccati. Il più grande yacht del mondo è in costruzione nel cantiere tedesco Lurssen (180 metri) e gli yachts oltre 100 metri in costruzione in tutti i cantieri mondiali sono già 14: il che lascia intendere che chi si attrezzerà più rapidamente per il loro carenaggio, l’assistenza e i consueti refitting, sarà in grado – come dice il proverbio – di beccare il verme più grasso.
Vi dice niente tutto questo sulla necessità di fare scelte sui bacini livornesi, finalmente rapide e definitive?
Antonio Fulvi
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