Cambia il volto della Darsena Vecchia: così la passeggiata fra 4 Mori e Fortezza
Lavori in corso e l’Authority amplia il cantiere, ecco dove le aree interdette

La Darsena Vecchia di Livorno: sulla sinistra la Fortezza Vecchia e il Palazzo del Portuale; sulla destra in alto il monumento dei Quattro Mori
LIVORNO. Nel Porto Mediceo sono cominciati i primi lavori per la trasformazione dell’identikit attuale nel futuro porto turistico che perlomeno fino all’autunno del prossimo anno renderà un cantiere a cielo aperto tutta la metà sud del grande bacino storico di Cosimo I e dell’ingegner Dudley. Nel frattempo però cambierà qualcos’altro, in un angolo che i livornesi hanno sotto gli occhi tutti i giorni eppure finora non è mai stato valorizzato adeguatamente: è la Darsena Vecchia, lo specchio d’acqua che sta fra il monumento dei Quattro Mori e la Fortezza Vecchia.
È in quest’area che si sta lavorando per riqualificare la Darsena Vecchia: in ballo c’è «la realizzazione di una di una nuova passeggiata illuminata che, partendo dalla Fortezza Medicea, costeggia la darsena fino a rendere accessibile l’antico Molo del Pennello», come spiegano dall’Authority labronica di Palazzo Rosciano.
I lavori sono stati affidati a gennaio dall’Autorità di Sistema Portuale alla ditta Carbone Costruzioni. Con un obiettivo: riqualificare «entro fine giugno», cioè in tempo per la stagione estiva, la banchina di attracco dei pescherecci e «consegnare alla cittadinanza un nuovo percorso turistico dotato di innovativi sistemi a led di illuminazione e di pannelli solari montati su pensiline che fungeranno anche da strutture ombreggianti».

La zona del “poennello del Mediceo”
L’Authority aveva già interdetto al pubblico, con l’ordinanza n. 29 del dicembre scorso, il “Pennello del Mediceo” e l’area adibita alla pesca: l’aveva fatto ovviamente per permettere l’avanzamento dei lavori del cantiere. Adesso è arrivata una ordinanza-bis in cui si provvede a estendere le aree del cantiere. Il motivo? «Favorire il pieno rispetto del cronoprogramma da parte della ditta», si giustificano da Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale.
È stato spiegato che «su queste aree, su cui dovrà essere eseguito un intervento di pulizia e rimozione dei rifiuti, è anche presente materiale di proprietà: si tratta prevalentemente di attrezzature da pesca o, comunque, di materiale connesso alle operazioni di pesca. Dovrà essere preventivamente rimosso.
Sulla base di queste ragioni, l’Autorità di Sistema ha disposto l’interdizione di alcune aree: a partire dal 9 febbraio quelle a nord del “Pennello del Mediceo”, compresi la banchina e il piazzale prospiciente la Fortezza Vecchia (area evidenziata in azzurro nell’immagine sotto), invece dal 16 febbraio sarà interdetta la parte terminale a sud del Pennello del Mediceo (area evidenziata in verde nell’immagine). È da precisare che il personale marittimo vedrà comunque garantito l’accesso alle unità da pesca ormeggiate in corrispondenza delle aree interdette: passerà fa un percorso esclusivamente pedonale. Un percorso riservato: lì il passaggio sarà permesso, al di là degli equipaggi delle unità da pesca ormeggiate, esclusivamente al personale di autorità, istituzioni e enti debbano accedervi «per motivi connessi all’espletamento delle loro funzioni istituzionali» (e a coloro che debbano accedere alle unità da pesca «per motivi correlati a urgenti necessità manutentive»).

Nostra elabirazione sulla base della mappa delle aree interdette fornita dall’Authority livornese
L’ordinanza di dicembre si riferiva anche al progetto “Cold Chain” che in parte riguarda la realizzazione di due nuove strutture che in Darsena Vecchia saranno dedicate alla rivendita e allo stoccaggio del pescato: si tratta – viene spiegato da “Port News”, la rivista online dell’Authority labronica – di «5mila metri quadri con magazzini frigo, isole ecologiche e soprattutto con strutture a emissioni zero, quindi totalmente sostenibili, che sostituiranno quelle attuali e riqualificheranno gli spazi in un’area di pregio della città». Aggiungendo poi: «Il settore ne beneficerà in termini di costi di esercizio e di localizzazione in strutture moderne e rispondenti alle caratteristiche di un prodotto di qualità, con un potenziale non ancora pienamente sfruttato sotto il profilo del turismo enogastronomico».
Già al presente è questo un angolo di Livorno che paradossalmente è dirimpetto a una delle immagini-icona della città con il bastione dell’antico fortilizio mediceo eppure pochi si sono accorti che è già stata pavimentata da anni tutta la fascia di camminamento dirimpetto alla Fortezza Vecchia, compresa l’area del ponticello dell’accesso pedonale davanti all’antica residenza medicea che ora è la caserma della Guardia di finanza. Chissà se davvero da queste banchine che, come narrano lontane tradizioni, sono partiti esploratori straordinari come Amerigo Vespucci e Giovanni da Verrazzano per le loro incredibili avventure al di là dell’Atlantico (così come, detto per inciso, Galileo utilizzò la Fortezza Vecchia lì accanto per i suoi esperimenti con quello “zio” del cannocchiale che era il celatone).
Bob Cremonesi











