Livorno, le grandi manovre sulla logistica del freddo
Vale 140mila tonnellate di prodotti freschi e più di 40mila container frigo

Foto di gruppo per gli operatori livornesi alla maxi fiera Fruit Logistic di Berlino
LIVORNO. Le banchine livornesi si sono conquistate un ruolo significativo nella filiera dei prodotti deperibili per i mercati italiani e del Sud Europa: movimentando 140.576 tonnellate di prodotti freschi in pallet presso le strutture specializzate del Livorno Reefer Terminal e più di 40mila container refrigerati (di cui 28.779 nel terminal Tdt, 6.850 nel Livorno Reefer Terminal e 2.500 nell Cold Storage Customs all’interporto di Guasticce. Del resto, stiamo parlando di un mercato che nei dodici mesi dello scorso anno ha raggiunto a livello nazionale un valore della produzione di 17 miliardi di euro.
Dalle cifre fornite da Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale labronica, emerge la rilevanza del progetto “Livorno Cold Chain”, secondo «un modello organizzativo – spiegano dall’Authority – che favorisce la pianificazione automatica dei flussi di merce a piazzale, l’automazione delle attività a banchina, il monitoraggio delle attività di controllo da remoto e una corsia preferenziale per il ritiro dei prodotti ortofrutticoli». Aiuta questo processo la «piena integrazione digitale» che vede di scena, da un lato, l’applicativo per la gestione automatica delle autorizzazioni all’entrata/uscita dei mezzi pesanti nei varchi portuali (il Gts3) e, dall’altro, la piattaforma di semplificazione delle procedure di importazione, esportazione e rilascio della merce dal terminal (il Tpcs).
Tutto questo si è materializzato sotto i riflettori dell’attenzione collettiva in virtù del fatto che il sistema portuale dell’Alto Tirreno si è presentato come “squadra” al Fruit Logistica di Berlino, la più importante fiera a livello mondiale dedicata al commercio di prodotti ortofrutticoli, che dal 4 al 6 febbraio scorso ha chiamato a mettersi in vetrina 2.458 operatori provenienti da oltre 90 paesi. Quanto basta per dare la riprova del crescente interesse verso questo settore dei traffici marittimo-portuali.
In effetti, come tiene a mettere in evidenza l’ente guidato da David Gariglio, l’Autorità di Sistema Portuale di Livorno e Piombino si è presentata all’evento in tandem con una serie di soggetti: l’Interporto Vespucci, il Terminal Darsena Toscana (Tdt), il Cold Storage Customs (Csc) e il Livorno Reefer (controllato dalla Compagnia Portuale di Livorno). Tutti ospiti dello stand messo a disposizione da Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Obiettivo: creare ulteriori sinergie tra gli operatori e fornire ai clienti servizi ad alto valore aggiunto. Come spiegano dall’Authority, i punti di forza che la logistica del freddo livornese ha messo in vetrina a Berlino sono stati la piena integrazione intermodale e digitale insieme all’efficienza operativa.
Queste le parole di Antonio Rognoni (gruppo Compagnia Portuale): «La disponibilità di impianti e magazzini dedicati permette una gestione efficiente delle catene del freddo». Da aggiungere l’importanza strategica della «cooperazione sempre più stretta tra le istituzioni pubbliche e il settore privato»: oggi esce «ulteriormente rafforzata» per effetto dell’integrazione funzionale tra il Livorno Reefer e Csc, dice il dirigente della Compagnia livornese. L’operazione – aggiunge – ha visto il terminal Leonardo da Vinci assumere fin da subito la gestione operativa delle strutture situate all’Interporto Vespucci: nel prossimo futuro si concretizzerà ulteriormente attraverso l’ingresso diretto di Livorno Reefer nel capitale sociale di Csc.
Così il commento di Giuseppe Caleo, direttore commerciale di Tdt: «Competenza, organizzazione, affidabilità, investimenti continui in materia di automazione e integrazione di sistemi, coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti affinché la catena del freddo sia gestita nella maniera più efficace ed efficiente. Questo è quanto facciamo ed è l’unico metodo possibile per soddisfare quanto ci richiede l’utenza e consolidare la nostra posizione di leadership in questo campo. A giudizio di Caleo, la realtà livornese è una eccellenza nel settore: «Solo questo ci consente di guardare al mercato fiduciosi di ulteriori sviluppi», tiene a mettere in risalto ribadendo che «la coesione fra gli operatori è imprescindibile per dare andare incontro alle esigenze dei nostri comuni clienti».
Dalla sponda dell’ente portuale livornese esprime soddisfazione Claudio Capuano, dirigente del settore promozione e formazione: «L’evento di Berlino ha confermato ancora una volta come il lavoro di squadra possa davvero fare la differenza in un mercato sempre più competitivo».











