Gioia Tauro amplia il ruolo: i cinesi di Byd la scelgono per la logistica dell’auto
Non più solo trasbordi: dopo il record di teu nel 2025, ora anche un altro “mestiere”

Byd sceglie Gioia Tauro per logistica
GIOIA TAURO. La Byd dell’ingegner Wang Chuanfu (che qui da noi nessuno conosce) ha ormai umiliato la Tesla di Elon Musk (che qui da noi tutti conoscono): anche i dati sulle immatricolazioni di gennaio dicono che sono state vendute in tutta Italia 713 Tesla e più di 3.500 Byd, il quintuplo. Dev’esserci un motivo se alcuni fra i più importanti manager dell’ex Fiat sono stati reclutati come top manager dalla casa cinese che ha visto esplodere sul mercato europeo le statistiche delle vendite.
Ma stavolta non è questo che interessa. Detto meglio: ci interessa sotto un altro profilo, quello della logistica. Se da un pugno di poche centinaia di immatricolazioni si balza a più di 3mila al mese sorpassando anche marchi consolidatissimi come Nissan, Alfa Romeo e Volvo, c’è bisogno di una rete di concessionari a livello territoriale e c’è bisogno soprattutto di organizzare la logistica che porta qui in Italia i veicoli e li distribuisce fra le varie città.
È da leggere in questa chiave l’annuncio che il porto di Gioia Tauro, sulle coste calabresi, è stato individuato come polo strategico dallo stato maggiore della casa automobilistica di Shenzhen, nella Cina meridionale zona Hong Kong e a tal proposito è stata avviata la collaborazione con Automar. Ne dà l’annuncio l’Authority gioiese guidata da Paolo Piacenza segnalando che in questo modo il porto di Gioia Tauro «consolida il proprio posizionamento quale piattaforma logistica di riferimento nel Mediterraneo per il settore auto e per la mobilità sostenibile».
Gioia Tauro allarga l’ambito al di fuori dal proprio “mestiere” tradizionale di porto di trasbordo in cui i container (lo scorso anno 4,5 milioni, cifra record) arrivano via nave, sono sbarcati nel terminal ma, anziché uscire verso una destinazione nell’entroterra, vengono poi reimbarcati su un’altra nave più piccola che si occuperà di smistare la merce su scala mediterranea. Da Gioia Tauro insistono sulla rilevanza di questa collaborazione tra Byd, numero uno mondiale nei veicoli elettrici, e Automar spa, operatore specializzato nella logistica dei veicoli: lo scalo calabrese diventa polo operativo per la gestione e la distribuzione dei flussi destinati al Centro-Sud Italia. Non v’è chi non veda come si amplia «in modo significativo» il ruolo delle banchine gioiesi ben al di là delle tradizionali attività di “transhipment”.
Dalla sede dell’istituzione portuale di Gioia Tauro lo dicono esplicitamente: «L’iniziativa rappresenta un ulteriore passo avanti nella strategia di diversificazione funzionale del porto, che punta allo sviluppo di traffici ad alto valore aggiunto, integrando trasporto marittimo, ferroviario e stradale all’interno di una filiera logistica moderna, efficiente e sostenibile». Con effetti diffusivi anche sull’insieme dell’economia del Mezzogiorno.
Il terminal Automar – viene sottolineato – continua il proprio piano di sviluppo in coordinamento con l’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio: può contare su «ampie aree dedicate, infrastrutture specializzate e collegamenti ferroviari interni direttamente connessi al piazzale operativo, con una capacità potenziale fino a 700 treni/anno». Quanto basta per permettere «una gestione efficiente e tempestiva dei volumi e garantiscono una distribuzione intermodale capillare verso i principali mercati nazionali».
In parallelo, l’Autorità di Sistema Portuale ha in gestazione il proprio programma di investimenti infrastrutturali, ambientali e di sviluppo dell’intermodalità e della logistica. Scopo: dare «massima competitività al porto» e farne un polo intermodale di riferimento, «strategico per i traffici industriali e “automotive” nel Mediterraneo».
Queste le parole che, all’insegna della grande soddisfazione, arrivano da Paolo Piacenza, presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei mari Tirreno meridionale e Ionio: «La collaborazione tra un operatore globale come Byd e una realtà industriale come Automar conferma l’attrattività del porto di Gioia Tauro per investimenti logistici avanzati. Stiamo trasformando lo scalo in una piattaforma integrata capace di generare valore per il territorio e per le principali filiere industriali internazionali, con particolare attenzione alla mobilità elettrica e alla sostenibilità ambientale».











