«Caro carburanti, ma le proroghe-tampone servono soltanto a metà»
Falteri: il guaio maggiore è l’incertezza, si rischia una catena di misure provvisorie

Davide Falteri, presidente di Federlogistica
GENOVA. «Più dell’incremento di prezzo, è l’incertezza che potrebbe creare danni permanenti all’intero comparto della logistica con riflessi negativi su tutte le principali filiere economiche e produttive del Paese». Parte da qui il presidente di Federlogistica, Davide Falteri, per dire la sua sull’ “effetto tampone” che contraddistingue le misure varate dal consiglio dei ministri sull’andamento dei prezzi dei carburanti per via del Golfo in fiamme.
Guardando al decreto che proroga il taglio delle accise fino al 1° maggio, Falteri segnala che è sì «una misura utile nell’immediato» perché permette di limitare i danni di fronte agli «effetti più critici dell’aumento dei prezzi su imprese e cittadini, ma che non può essere considerata risolutiva»
Falteri insiste indicando qual è per le imprese della logistica il problema numero uno: «Non è soltanto il livello dei prezzi, ma la loro imprevedibilità». Il motivo? «Senza stabilità non è possibile programmare investimenti, costruire contratti sostenibili né garantire continuità operativa», avverte.
«In altre parole – dice – si tratta di una misura emergenziale, non strutturale. Ma in tempi strettissimi sarà invece necessario intervenire sulla struttura del mercato dei carburanti, attuando un meccanismo automatico di adeguamento carburante (“fuel surcharge”) in grado di regolare i rapporti contrattuali fra committenza e operatori e di stabilizzare gli strumenti che presiedono alla formazione dei costi energetici».
A giudizio di Falteri c’è il rischio di «generare una catena di misure tampone lesionando la struttura della logistica in modo permanente»: questo allontanerebbe gli investimenti necessari e impedirebbe una ripresa funzionale «quando l’emergenza sarà conclusa».











