Grendi, l’integrazione con Dario Perioli mette le ali a Carrara
«Buona crescita, ora è necessaria una accelerazione sul Prg portuale»

Una nave della flotta Grendi
MARINA DI CARRARA. Al crocevia dell’integrazione della società Dario Perioli all’interno del Gruppo Grendi c’è il ruolo di Marina di Carrara come «scalo specializzato nelle merci varie: marmo, rinfuse, prodotti industriali, carichi di progetto, rotabili e container». È il risultato di quanto emerso a distanza di un anno dall’ingresso del gruppo Dario Perioli, fondato a La Spezia poco meno di 120 anni fa e specializzato nei collegamenti con il Nord Africa. La riprova sta nei dati, visto che le cifre messe nero su bianco dall’Authority del Mar Ligure Orientale segnalano che nella prima metà di quest’anno il porto apuani ha movimentato «oltre 2,5 milioni di tonnellate di merce» con una crescita del 16,5% con le unità ro-ro aumentate del 21,6% e i container del 18,9%.
«Marina di Carrara è il centro della nostra strategia», rincara Michele Giromini, amministratore delegato del Gruppo Dario Perioli. È in ballo il nuovo Prg portuale: «ora occorre che il piano, che sostituirà quello del 1981, venga approvato in tempi brevi». Lo ripete spiegando che «chi investe nel porto ha bisogno di regole certe per programmare traffici, mezzi e occupazione». Ma lo fa con una speranza implicita, visto che rimarca l’attenzione con cui l’istituzione portuale segue «tutti i complessi passaggi previsti dall’iter per giungere all’approvazione del nuovo piano regolatore portuale.
A ciò si aggiunga – e sembra una risposta alle polemiche degli ultimi giorni sul tentativo della Regione Toscana di riprendersi Carrara sotto l’ala di una Authority unica toscana guidata da Livorno – che per Giromini «l’integrazione tra i due scali funziona». È da ricordare che la sua azienda lavora «sia qui sia a La Spezia» e l’Autorità di Sistema «considera entrambi i porti – sottolinea – meritevoli di sviluppo dimostrandolo con interventi concreti per migliorarne la potenzialità e capacità operativa a terra e in banchina».
Mdc ha movimentato nel primo semestre 2026 350mila tonnellate di merce varia (più 6% rispetto all’anno precedente) e 7mila teu con destinazione Algeria e Tunisia. Nell’analisi del gruppo Grendi-Perioli si tiene a sottolineare che il fatto che Marina di Carrara sia da dieci anni inserita nel sistema portuale del Mar Ligure Orientale insieme a La Spezia ha portato allo scalo «risorse, visibilità internazionale e una specializzazione complementare tra i due porti». A ciò si aggiunga che nell’ultimo anno l’Autorità di Sistema ha avviato interventi attesi da tempo:
- nuovo ponte ferroviario sul Carrione, posato nel maggio scorso nell’ambito della riqualificazione del waterfront;
- dragaggio del canale di accesso;
- allungamento della banchina Taliercio;
- realizzazione della nuova palazzina servizi
- riprofilatura del molo di sottoflutto
Il gruppo Dario Perioli mette in agenda «nuovi collegamenti con Algeria e Tunisia e un’offerta commerciale unica per le imprese insieme all’aumento dei volumi». L’amministratore delegato rincara la dose: «Il potenziale che avevamo visto un anno fa oggi si misura nei fatti».
Tutti tasselli di un mosaico che mostra un primo bilancio positivo «a distanza di dodici mesi da quando il Gruppo Grendi ha acquisito il 70% del capitale di Dario Perioli spa». Dal quartier generale di Grendi si tiene sottolineare che è a Marina di Carrara che «i risultati dell’integrazione si vedono di più»: qui il gruppo Grendi è presente con Mdc Terminal, gestito da Dario Perioli, e il terminal Grendi, base delle linee ro-ro per la Sardegna (è da qui che «quest’anno hanno preso il via due nuovi collegamenti con il Nord Africa». Le reti commerciali delle due aziende lavorano insieme, una piattaforma operativa italiana che gestisce in modo efficiente e sostenibile i flussi commerciali tra Europa e Nord Africa, grazie a una rete di servizi intermodali,
Dallo stato maggiore del gruppo si mette l’accento sul motivo che fa funzionare l’integrazione delle due aziende. Sono state unite «due aziende con competenze diverse:
- da un lato c’è Grendi: mette a disposizione le linee marittime ro-ro, il proprio terminal a Marina di Carrara e la rete logistica;
- dall’altro, c’è Dario Perioli: porta i servizi terminalistici, l’agenzia marittima, le spedizioni, la dogana e i collegamenti regolari con il Nord Africa (verso la Tunisia con Sahel Line e verso l’Algeria con Cnan Med, il vettore di bandiera algerino di cui il Gruppo Perioli è socio).
Nel primo anno – viene fatto rilevare – la collaborazione ha dato «i risultati più immediati sul piano commerciale». Se i clienti di Grendi possono usare i servizi di Dario Perioli e le rotte per il Nord Africa, quelli di Dario Perioli possono usare le linee per la Sardegna e la rete logistica di Grendi. Con una sottolineatura da fare: le due strutture commerciali seguono insieme le richieste che toccano più servizi, e «questo ha creato nuovi traffici e consolidato quelli esistenti».
In sede di bilancio di questo primo anno di integrazione si mette in evidenza che il risultato più visibile è «il servizio ro-ro tra Marina di Carrara e il porto algerino di Djen Djen, attivo in modo più regolare da gennaio 2026 nonostante alcuni scali test già nell’ultimo trimestre del 2025». Porta la firma di Dario Perioli, Cnan Med e Grendi: la linea mensile – vale la pena di ricordare – trasporta merce rotabile e unitizzata e comprende anche l’assistenza doganale e logistica. È il primo collegamento regolare di questo tipo su questa rotta.
Occorre evidenziare anche che da Marina di Carrara continuano «le rotazioni container e multipurpose di Cnan Med verso i porti algerini». Non solo: relativamente alla Tunisia l’integrazione ha aggiunto un nuovo collegamento per Radès, il porto di Tunisi. Partenza da Marina di Carrara, tocca Cagliari sfruttando i collegamenti giornalieri di Grendi per la Sardegna e fa una partenza settimanale da Cagliari verso Radès: si aggiunge cioè ai servizi diretti di Sahel Line per Sousse e Sfax, che Dario Perioli gestisce da anni. In questo modo – si osserva – le imprese possono «scegliere la soluzione più adatta in base alla destinazione, al tipo di merce e ai tempi richiesti, sempre con un unico interlocutore».
Bisogna non dimenticare che, al di là del trasporto marittimo, la collaborazione riguarda le fasi che vengono prima e dopo la nave: movimentazione in terminal, agenzia marittima, casa di spedizione, dogana e proseguimento della merce fino a destinazione attraverso la rete di Grendi. Le sinergie si estendono all’organizzazione dei due terminal del Gruppo a Marina di Carrara, ai trasporti e alle funzioni di supporto, come i sistemi informativi, l’amministrazione e il controllo di gestione.
Queste le parole di Michele Giromini, amministratore delegato del Gruppo Dario Perioli. «Quando abbiamo firmato l’accordo con il Gruppo Grendi, il potenziale era chiaro sulla carta: due aziende con valori comuni e competenze e servizi complementari, presenti nello stesso porto, con clienti e rotte che potevano sommarsi». Aggiungendo poi: «Dopo un anno possiamo dire che quelle attese si sono avverate e non sono rimaste potenziali. Abbiamo aperto nuove linee verso l’Algeria e la Tunisia, le nostre persone iniziano a lavorare insieme su diversi progetti e processi e i clienti hanno una estensione geografica delle soluzioni con unico riferimento integrato per tutta la spedizione, dal porto di partenza alla consegna finale. Il fatto che possiamo gestire i nostri terminal in funzione delle esigenze delle linee e della merce ci permette di costruire servizi su misura per ogni cliente valorizzando entrambi i brand che sono un patrimonio con oltre 300 anni di storia sommata insieme».











