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OPERE PUBBLICHE

Ancona accorcia il molo Nord per migliorare l’accessibilità del porto

Patto con il provveditorato per un appalto da 10 milioni di euro

Porto di Ancona molo Nord (foto Zitti fornita dall’Authority)

ANCONA. Accrescere la sicurezza della navigazione, migliorare la possibilità delle manovre di ingresso e uscita delle navi dal bacino portuale. Come? Rendendole più agevoli e adeguando la fisionomia dell’imboccatura del porto di Ancona al fatto che il gigantismo delle flotte ha mutato radicalmente le dimensioni delle navi commerciali e passeggeri. Parte l’iter di gara per demolire una parte del molo Nord regolarizzando i fondali portuali. A darne notizia è l’Authority di sistema portuale realizzato in tandem con il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche (area Toscana Marche Umbria) in base a un accordo sottoscritto dal presidente dell’ente portuale Mirco Carloni e dal provveditore Giovanni Salvia.

Secondo quanto reso noto, il bando riguarda la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori di demolizione parziale del molo Nord (per un tratto di un centinaio di metri): è un appalto che ha una base d’asta fissata poco sopra i 10 milioni di euro. Stiamo parlando di quattrini che sono stati affidati all’Authority di Ancona da parte del ministero delle infrastrutture, «parte del rifinanziamento dei fondi del Decreto interministeriale Mims-Mef n. 52 del 2022, destinati all’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, su cui il Cipess ha espresso parere favorevole il 4 agosto 2026».

È stato precisato che, in virtù dei lavori di demolizione parziale, la “lanterna rossa” – aspetto ben noto nell’identikit del territorio – sarà spostata nella parte restante del molo: è una maniera per «mantenere un simbolo di identità cittadina, amato dalla comunità». A ciò si aggiunga che l’Autorità di sistema portuale è impegnata, in collaborazione con la Soprintendenza e il Comune di Ancona, nel «dare continuità a ciò che rappresenta per la città il murale di Monica Vitti presente sul molo in un momento peraltro così significativo come quello di Ancona Capitale della cultura 2028».

All’istituzione portuale spetta la titolarità dell’opera, al Provveditorato il compito, dopo il progetto di fattibilità tecnica e economica, di curare la procedura di gara e la successiva direzione dei lavori.

Dall’ente portuale si mette l’accento su un aspetto: il miglioramento dell’accessibilità nautica – viene fatto rilevare – «contribuirà alla funzionalità complessiva del porto, con un’ottimizzazione dell’impegno dei servizi tecnico-nautici, e alla sua competitività nell’area adriatica-ionica».

Le imprese che intendono farsi avanti hanno tempo fino al 2 novembre per presentare le proprie offerte. A ciò si aggiunga che la progettazione esecutiva dovrà essere «redatta e consegnata alla stazione appaltante entro il termine di 30 giorni». Dalla data di consegna dei lavori il pool di imprese aggiudicatarie avranno a disposizione praticamente un anno per concludere l’opera.

Queste le parole di Mirco Carloni, presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale: «Diamo seguito concreto al nostro impegno per accelerare le opere per la competitività e la sicurezza del porto di Ancona mettendo a sistema le competenze del Provveditorato e dell’Autorità portuale». Aggiungendo poi che l’intesa abbraccia l’intero sistema portuale: «Coinvolge pienamente anche la Capitaneria di porto, Regione, Comune, per rispondere alle esigenze dei servizi tecnico-nautici e degli operatori. Grazie alla collaborazione con il Provveditorato alle opere pubbliche, che ha messo a disposizione le proprie competenze tecniche e amministrative, è stato possibile tradurre questo percorso condiviso in una progettazione matura, avviandone la fase di affidamento».

Pubblicato il
20 Ottobre 2026

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