Contship in pole position per comprare il terminal di Tarros
Dietro le quinte del risiko: chi sono gli altri pretendenti e perché sono scesi in campo

La sede di Tarros a La Spezia
LA SPEZIA. Magari non sarà come se il goleador Lautaro avesse deciso di passare dall’Inter alla Juve (e in un contesto in cui si era fatto avanti anche il Milan) ma certo l’indiscrezione che dà il gruppo Tarros ormai a un passo dalla cessione a Contship è una notizia destinata a far rumore sulle banchine. Anche perché il paragone calcistico è improprio: non è un presidente o un amministratore delegato pur importante a cambiare casacca bensì tutta l’azienda.
La segnalazione arriva dall’autorevole testata online Shipping Italy che, in un articolo del direttore Nicola Capuzzo, dà per imminente la firma del preliminare di vendita. Imminente quanto? Già mercoldì, con gli atti conclusivi che però arriveranno «nei mesi successivi» perché c’è bisogno dell’ok dell’Antitrust e di capire se il governo eserciterà la “golden power”.
Beninteso, non è un fulmine a ciel sereno: basti dire che un paio di settimane fa, secondo quanto riportato dal quotidiano “La Nazione”, il leader sindacale Uil Marco Furletti aveva benedetto il “matrimonio” fra Contship e Tarros («come sindacalista penso sia la soluzione migliore»), a patto che siano tutelate l’occupazione e i livelli di reddito. Non solo: sotto un’unica proprietà avrebbero «probabilmente gli strumenti per essere più competitivi a livello nazionale e internazionale».

Foto di gruppo per una iniziativa di Tarros nel 2024 in Svizzera
C’è dell’altro. Non è da oggi che si parla dell’attenzione per Tarros (e in particolare per il suo Terminal del Golfo) da parte di Contship, che a La Spezia ha un peso specifico decisamente significativo. Anzi, già nel settembre dello scorso anno il giornale online genovese “Blueconomy” (“Secolo XIX”) aveva segnalato come Tarros fosse una pedina strategica per il possibile sbarco nel nostro Paese di nuovi colossi internazionali come terminalisti: da un lato, i francesi di Cma Cgm; dall’altro, gli emiratini di Dp World. E poche settimane fa, il giornale locale ligure “Città della Spezia” aveva allargato il ventaglio dei pretendenti anche all’altro gruppo emiratino Gulftainer.
È da chiarire con certezza cosa sia effettivamente destinato a passare di mano: “Shipping Italy” ipotizza che la trattativa sia sulle attività terrestri del gruppo (a cominciare proprio dal terminal) ma lasciando fuori il settore armatoriale della società. Lo vedremo nei prossimi giorni.
Del resto, presentando i conti del 2025 di Contship l’amministratore delegato Matthieu Gasselin l’aveva detto, pur senza esplicitare i riferimenti per nome e cognome: oltre al via al nuovo terminal di Damietta e al decollo dell’espansione del terminal spezzino, in tandem con gli investimenti nel comparto intermodale, il gruppo continua a «esplorare nuove opportunità di crescita coerenti con la nostra visione di lungo periodo, per rafforzare ulteriormente il nostro posizionamento in settori strategici». Era la fine dell’aprile scorso.











