Hapag-Lloyd: con noi l’export italiano in crescita del 20% in 5 anni
Il colosso tedesco è la quinta flotta container («siamo il principale cliente di Genova»)

Il quartier generale di Hapag Lloyd ad Amburgo
GENOVA. Negli ultimi cinque anni l’export italiano movimentato da Hapag-Lloyd ha fatto un balzo di «oltre il 20 per cento», una crescita che ha riguardato anche quest’anno rispetto 2025. A sottolinearlo è il colosso tedesco che con 2,4 milioni di teu di capacità di carico è al quinto posto fra le flotte più importanti del mondo, alle spalle di Msc, Maersk, Cma Cgm e Cosco.
La compagnia che ha il quartier generale ad Amburgo mette l’accento sul rafforzamento della propria rete internazionale: lo fa tenendo a sottolineare che con i propri servizi collega l’Italia ai mercati di tutto il mondo. In particolare, dal nostro Paese, Hapag-Lloyd punta la propria attenzione commerciale soprattutto «sui mercati di Stati Uniti, Canada e Messico come principali destinazioni dei traffici di esportazione», senza dimenticare peraltro la posizione di primo piano che ha in America Latina e in Asia.
Vale la pena di segnalare il ruolo di Genova nella geografia del gigante di Amburgo: vi si registrano – viene fatto rilevare dalla compagnia – «quote di mercato superiori alla media nazionale sulle principali rotte commerciali». Hapag-Lloyd tiene a ribadire che, «partendo da queste solide basi», continuerà a «investire e ampliare le proprie attività nell’Italia settentrionale, rafforzando ulteriormente la propria presenza nell’Italia meridionale e nell’area adriatica».
Viene sottolineato che «quasi tutti i servizi e le rotte commerciali evidenziano un andamento positivo» e nel porto di Genova Hapag-Lloyd rimarca di essere «il principale cliente per volumi di traffico containerizzato». È il risultato di continui investimenti che la compagnia segnala di aver compiuto «nell’efficienza operativa, nella qualità dei servizi e nell’assistenza ai clienti, con particolare attenzione alla costruzione e al consolidamento dei rapporti con clienti e operatori del settore delle spedizioni».
A ciò si aggiunga una scelta strategica relativa alla centralità del Mediterraneo: «Nonostante le tensioni che interessano la regione del Mar Rosso, Hapag-Lloyd – viene evidenziato – ha recentemente confermato la decisione di riprendere il transito attraverso il Canale di Suez su quattro servizi che collegano l’Europa con l’Estremo Oriente». Aggiungendo poi: «Questo sviluppo dovrebbe consentire di migliorare la frequenza dei servizi e la connettività a beneficio del mercato italiano».
In parallelo c’è il programma con cui Hapag-Lloyd punta ad ampliare la flotta tenendo la bussola sulla sostenibilità: ricorda che le 32 nuove navi attualmente in ordine mirano al rinnovamento della flotta e all’utilizzo di tecnologie di propulsione alternative. Va detto – e su questo la compagnia non smette di insistere – «cinquanta navi della flotta esistente sono già in grado di utilizzare combustibili diversi dai tradizionali carburanti marini».
Queste le parole di Filippo Cimellaro, numero uno di Hapag-Lloyd Area Italy: «La compagnia vanta una presenza consolidata nel mercato italiano e monitora attentamente gli sviluppi geopolitici in Medio Oriente e nel Mar Nero. Siamo pronti ad anticipare le nuove tendenze, ad adattarci a un contesto in evoluzione e a rafforzare ulteriormente la nostra posizione nell’Europa meridiona











