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Livorno, crociere addio?

FIRENZE – Qualcuno in Regione Toscana sta cominciando a perdere la pazienza: perché dopo il salone delle crociere di Miami, dove la delegazione della Porto 2000 avrebbe avuto anche qualche sonoro schiaffone dai brokers, non sembra aver accelerato la tartaruga dei progetti per realizzare l’atteso terminal labronico delle crociere. Vero è che dopo la fuga a La Spezia di Royal Caribbean (33 toccate) e di Costa Crociere (9 toccate) si è attivato un vero e proprio pollaio di proteste, di riunioni, di audizioni e di consultazioni (ne sa qualcosa anche Stefano Salvestrini, agente di Medov, la prima agenzia livornese delle crociere, che è stato sentito dal sindaco Cosimi insieme ad Angelo Roma) senza però che ad oggi ci siano stati provvedimenti concreti.

[hidepost]E anche il recente intervento dei sindacati del porto – vedi il documento che pubblichiamo su questo stesso numero – non sembra ad oggi aver avuto riscontri istituzionali. C’è anche chi scrive, in toni pesantemente critici (lettera di Giovanni Baggiani al nostro giornale) che la fuga verso La Spezia è appena cominciata: per il 2014 infatti, visto che a Miami non sono stati presentati dati inconfutabili sull’esistenza di una vera e propria stazione crociere degna di questo nome, si parla di ulteriore abbandono di altre 29 toccate di Royal Caribbean e di 40 toccate di Costa Crociere. Sono per adesso indiscrezioni: sperando che siano indiscrezioni pessimiste. Ma è indubbio che nella guerra per le crociere che ormai è partita tra tutti i porti italiani, il primato di Livorno al servizio delle città d’arte della Toscana stia scricchiolando. E realtà come quella della bella foto documentata nella nostra prima pagina sembrerebbero davvero a rischio.
Quando la nave rischia d’affondare, è notorio che i topi scappano. E nella fattispecie, le accuse si sprecano, con buona parte dei protagonisti che buttano le colpe addosso agli altri. Ce n’è per tutti: contro l’Autorità portuale che si limita ad approvare documenti (Pot) ma non stringe i tempi per attuarli; contro la Cilp, che difende i propri diritti (concessioni) e mobilita il Tar bloccando di fatto le scelte per le crociere (ma c’è chi fa notare che i ricorsi al Tar non hanno chiesto le sospensive: si è andati cioè direttamente al merito, lasciando spazio anche ad eventuali lavori se si avesse il coraggio di avviarli); contro la Porto 2000, che non spinge abbastanza per fronteggiare in tempi stretti le esigenze di avere banchine e terminal; contro le istituzioni cittadine, che quando volano le penne si sprecano in chiacchiere ma non “impongono” a chi di dovere di attuare le scelte.
C’è infine anche una nuova “querelle”: quella secondo la quale la Porto 2000 starebbe facendo di fatto concorrenza ai brocker delle crociere, con pacchetti turistici o di servizi che gli stessi broker gelosamente gestiscono in tutti i porti, guadagnandoci sopra com’è logico. E’ vero? E specialmente: è la giusta politica? Il problema sarebbe stato approfondito dallo stesso Salvestrini sia con Gallanti che con il sindaco Cosimi. Adesso si aspettano risultati. Ammesso che qualcuno sappia o voglia prendere il toro per le corna.
A.F.

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Pubblicato il
30 Marzo 2013

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