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Lupi si tiene la delega sui porti e lo shipping?

Sarebbe in atto un braccio di ferro tra i due maggiori partiti del governo – Gli incontri con Assoporti – Le possibili alternative

Maurizio Lupi

ROMA – Pochi si azzardano a pronosticare – anche se ci fosse il supporto di attendibili sfere di cristallo – l’effettiva durata dell’attuale governo, anche dopo le fibrillazioni seguite al voto amministrativo di inizio settimana. Ma una cosa è certa: fino a quando il governo durerà, continuerà anche al suo interno il braccio di ferro tra le componenti politiche che lo compongono e – più o meno – lo appoggiano. Una serie di confronti-scontri che coinvolge anche i ministeri pesanti.
E’ il caso delle Infrastrutture e Trasporti del ministro (Pdl) Maurizio Lupi. Uomo di fiducia di Berlusconi, politico giovane ma navigato, Lupi ha “innovato” rispetto ai predecessori, e in particolare rispetto al titolare del dicastero sotto il premier Monti, incontrando quasi immediatamente dopo la nomina il cluster marittimo e portuale. Al quale non ha fatto promesse, ma ha dimostrato interesse per le problematiche della portualità e dello shipping, confermando di essere informato.
[hidepost]Poi sono stati nominati i sottosegretari, ovviamente nella più logica filosofia del mai tramontato “manuale Cencelli”: Vincenzo De Luca (Pd), Erasmo de Angelis, anch’egli Pd, e Rocco Girlanda, imprenditore in area Pdl. E’ stato fatto rilevare che tutti e tre hanno esperienze politiche e amministrative (De Luca è stato anche sindaco di Salerno) ma non certo marittimo-portuali. Ed è cominciata la battaglia per le deleghe, che a quanto si apprende sta ancora durando. Perché il Pd ha insistito molto sulla delega del comparto marittimo-portuale a De Luca, ma al momento non l’ha ottenuta. E anzi le ultime notizie che filtrano dal ministero di viale Asia sono che il ministro Lupi sarebbe fermamente intenzionato a tenersela lui, la delega sulla portualità e lo shipping. Di indiscrezione in indiscrezione, si parla anche di consultazioni tra Maurizio Lupi e Altero Matteoli, che per i governi Berlusconi è stato prima ministro dell’Ambiente e poi di Infrastrutture e Trasporti; e che sul comparto marittimo-portuale ha maturato non solo competenze ma anche precise idee e strategie, seppure non sempre riuscite.
Passata la bufera delle amministrative adesso però Lupi dovrà decidersi. E si vedrà se la delega dell’economia del mare gli rimarrà o se sarà costretto a passarla. E a chi, cosa di non poco conto tra i tre suoi vice.

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Pubblicato il
1 Giugno 2013

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