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Trieste in Baviera con le Camere di Commercio

L’importanza dei punti franchi portuali – La presenza delle imprese

TRIESTE – Il sistema portuale triestino è andato in vetrina in Baviera. In collaborazione con la Camera Italo-Tedesca di Monaco nella sede della Camera di Commercio e Industria di Monaco e dell’Alta Baviera, la Camera di Commercio di Trieste attraverso Aries e con la collaborazione dell’Autorità portuale di Trieste, delle associazioni di categoria delle imprese portuali (spedizionieri e agenti marittimi) e delle imprese stesse, il sistema portuale triestino nella sua interezza si è presentato e confrontato con gli imprenditori tedeschi.
[hidepost]Numerose le imprese bavaresi – e tedesche più in generale – che hanno partecipato all’evento, con anche la presenza in sala del vicepresidente dell’associazione dei Trasportatori della Baviera, Wolfgang Anwander e dell’amministratore delegato dell’associazione degli spedizionieri della Baviera, Edina Brenner.
“Trieste più che un porto che guarda al sistema italiano – ha aperto l’evento il presidente della Camera di Commercio di Trieste, Antonio Paoletti – è un porto che guarda al suo bacino naturale, fatto dalla Baviera, dall’Austria, dalla Repubblica Ceca e dall’Ungheria”. Nel corso del suo intervento il presidente Paoletti ha voluto evidenziare i vantaggi dei Punti Franchi del Porto di Trieste come “le merci che possono essere mantenute in un magazzino di porto franco come merci estere, il differimento dei dazi e dell’Iva all’importazione dopo 180 giorni, nonché – ha rilevato – i vantaggi fiscali sulle lavorazioni effettuate sulle merci stesse”. A Paoletti ha fatto eco il rappresentante della Camera tedesca che ha ospitato l’evento. “Questo evento segue la verifica fatta alle strutture dello scalo portuale da una delegazione della nostra commissione trasporti – ha esordito Peter Kammener, della Camera di Commercio e dell’Industria di Monaco e dell’Alta Baviera – che ha toccato con mano l’efficienza operativa esistente. L’Italia è il quarto Paese per interscambio con la Baviera, con, nel 2013, 10 miliardi di euro di scambi, ma ulteriori possibilità di crescita. Il Porto di Trieste è la nostra naturale porta di accesso al far East e per tale ragione siamo qui a creare l’opportunità di ulteriori rapporti commerciali. Se da un lato – ha concluso Kammerer – vanno potenziate le infrastrutture di collegamento, dall’altro vi sono ancora notevoli possibilità di implementazione di utilizzo di quelle esistenti”.
E a parlare di novità non si è fatto attendere il presidente dell’associazione degli spedizionieri Aspt Astra, Stefano Visintin, ha messo in luce le innovazioni nella gestione dei flussi delle merci in transito rilevando quanto “grazie al lavoro dell’Autorità portuale, della Capitaneria di Porto, della Dogana e degli operatori privati si stia arrivando a un sistema unico di gestione denominato Sinfomar. Un sistema – sono parole di Visintin – che agevolerà non poco i tempi di importazione ed esportazione delle merci”.
Informazioni tecniche e pratiche che entrano nell’operatività quotidiana delle operazioni di import ed export, risultate particolarmente utili e attese. L’ad dell’associazione degli spedizionieri della Baviera, Edina Brenner, ha infatti inteso evidenziare quanto siano importanti questi eventi per dare la possibilità agli spedizionieri bavaresi (l’associazione ne ricomprende circa 420) di conoscere le nuove opportunità offerte: “Per spostare maggiori interessi dai porti del Nord Europa – ha rilevato la Brenner – verso quelli del Sud e in particolare Trieste, servono servizi di sdoganamento sempre più veloci e un’informazione continua sui servizi per gli operatori. Oggi molte di queste informazioni sono state fornite ed è stata un’ ottima occasione per comprendere meglio l’ offerta dello scalo giuliano”.
All’evento di presentazione e ai successivi business meeting organizzati con le aziende bavaresi hanno preso parte Europa Multipurpouse Terminals, General Cargo Terminal, Terminal Frutta Trieste, Trieste Marine Terminal, Terminal Intermodale Fernetti, Società Alpe Adria, Società Italiana per l’Oleodotto Transalpino.

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Pubblicato il
19 Novembre 2014

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