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Porti toscani, il rilancio

L’auspicio della presidente Laura Miele e l’impegno dell’assessore regionale Gianfranco Simoncini – Il tema del coordinamento delle azioni e del “sistema”

Un momento della tavola rotonda (da sinistra) Marcucci, Gallanti, Miele, Pappalardo e Guerrieri.

LIVORNO – L’occasione è stata lo scambio di auguri natalizi: ma questa volta l’Asamar, l’associazione degli agenti marittimi livornesi presieduta da Laura Miele, ha voluto mettere insieme il cluster marittimo della fascia costiera toscana, le istituzioni e alcuni dei principali esponenti della portualità nazionale, sul preannunciato tema del “Rilancio della portualità della Toscana”. La tavola rotonda che si è sviluppata dopo gli interventi di saluto ha messo insieme nomi eccellenti: Silvia Velo sottosegretario all’Ambiente, Gianfranco Simoncini assessore alle attività produttive della Toscana, Michele Pappalardo presidente nazionale di Federagenti, Sergio Costalli presidente della Camera di Commercio, Arturo Faraone, ammiraglio comandante della Capitaneria e direttore marittimo toscano, Giuliano Gallanti, Francesco Messineo e Luciano Guerrieri (rispettivamente per le Autorità portuali di Livorno, Carrara e Piombino), Massimo Giuliani sindaco di Piombino, Nereo Marcucci presidente di Confetra e Alessandro Franchi presidente della Provincia. C’è stata anche una sorpresa: il saluto – poche parole non impegnative, ma almeno s’è fatto vedere – del sindaco di Livorno Nogarin che è subito scappato via (consiglio comunale in contemporanea). Commenti in sala: allora c’è vita su Marte…
[hidepost]L’intervento strategicamente più legato al tema è stato – dopo l’appassionato saluto e richiamo alla comunità d’intenti svolti da Laura Miele – quello dell’assessore regionale Simoncini. Nella stretta sostanza, la Regione – ha detto Simoncini anche a nome del governatore Rossi – sta impegnandosi con una parte non marginale del proprio bilancio per il rilancio dell’economia livornese, che deve partire dal porto: e deve essere aiutato dal governo centrale, al quale Rossi e l’intera giunta regionale stanno presentando un dossier basato su tre priorità nazionali: la viabilità verso sud (intesa sia su superstrada che su rotaia), l’industrializzazione delle aree attinenti ai porti, il supporto al piano regolatore del porto di Livorno così come è stato fatto per Piombino. L’assessore si è riallacciato agli interventi che l’hanno preceduto (Miele, Faraone, Costalli, Giuliani, Franchi, Velo) sostenendo che è indispensabile la massima coesione tra istituzioni, superando gli schematismi politici e partitici – come la stessa Regione sta facendo – ma non rinunciando a responsabilità dirette di Firenze perché non si perda tempo prezioso sulle decisioni di massima urgenza, come il piano regolatore del porto: e qui la tirata d’orecchie al Comune dei “pentastellati” è stata chiara. In un quadro di coesione e massimo impegno – ha ricordato Simoncini – la Regione porta avanti un tavolo istituzionale sul piano regolatore del porto ed ha impegnato risorse importanti per la piattaforma Europa.
Il dibattito è proseguito con gli interventi di Nereo Marcucci (Confetra), Luciano Guerrieri (Piombino), Francesco Messineo (Carrara), Luciano Gallanti (Livorno) e le conclusioni di Michele Pappalardo. Il filo conduttore della tavola rotonda, coordinata da Bruno Dardani, è stato quello della necessità di un impegno comune tra istituzioni, imprenditori e cluster maritimo, per predisporre un coordinamento tra i tre porti della Regione anche in vista della riforma della 84/94 sulla quale Marcucci ha fornito anticipazioni derivanti alla apposita commissione ministeriale di cui fa parte a Roma. Una riforma che deve mettere in ordine sia le aspirazioni (eccessive) di un numero eccessivo di porti, sia il numero delle Authorities, sia le loro funzioni. Un‘operazione immane, ma che è indispensabile e urgente. Con la volontà di fare della portualità italiana quella moderna realtà che la presidente di Asamar Laura Miele aveva all’inizio auspicato.

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Pubblicato il
10 Dicembre 2014

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