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Authorities candidature e curricula

PIOMBINO – Facile dire che se esistesse davvero una programmazione nazionale sulla portualità, sui finanziamenti statali e sulle loro destinazioni, anche la “guerra” sulle riparazioni navali tra Livorno e Piombino – praticamente in casa – non ci sarebbe.
[hidepost]Facile anche dire che una parte di responsabilità viene dallo “scippo” subìto da Piombino per il relitto della Concordia: dove una valanga di soldi pubblici sono stati indirizzati sul suo porto proprio per potervi demolire il grande relitto, poi rivendicato ed ottenuto da Genova.
Acqua passata: che però ha lasciato tra le varie eredità a Piombino anche il “polo” delle riparazioni e delle demolizioni, sul quale si sta lavorando a pieno ritmo.
In questo quadro, è in corso un altro “confronto” che sta appassionando il volgo e l’inclita, ovvero assai più l’inclita che non il volgo (il quale, essendo tagliato fuori dalle scelte, alla fine brontola ma sostanzialmente se ne frega) cioè il pateracchio politico-partitico per le designazioni alla presidenza della ormai prossima Autorità portuale unica di Livorno e Piombino.
Abbiamo riferito, di recente, che la classifica nella terna inviata al ministero vede in testa, con tre designazioni, il presidente uscente Giuliano Gallanti (Provincia, Collesalvetti, Capraia) contro due designazioni per Luciano Guerrieri (Camera di Commercio e Capraia) e una per Nicoletta Batini (Comune di Livorno). Se comanderà la logica delle cose, Gallanti è destinato a succedere a se stesso almeno come commissario, in attesa che ci sia la riforma della 84/94. E a suo favore giocano non solo le tre designazioni, quanto l’attivismo reale degli ultimi mesi, l’aver portato a casa risultati importanti come il piano regolatore del porto e l’avvio delle gare tanto attese, e specialmente un curriculum di tutto rilievo in campo portuale e logistico. Curriculum che nel fuoco di sbarramento (sottotraccia, ma non per questo meno evidente) contro la candidatura presentata dai “Cinque stelle” del Comune, la vince alla grande.
C’è semmai da chiedersi perché l’iniziale designazione pressoché unanime di Luciano Guerrieri a subentrare a Gallanti – designazione partita dallo stesso Pd toscano, con ripetute “benedizioni” da parte del governatore Enrico Rossi – abbia subito un inatteso stop proprio negli enti dove il Pd è determinante, la Provincia e il Comune di Collesalvetti. Come curriculum marittimo e portuale, quello di Guerrieri non è certo da sottovalutare: sindaco, poi due volte presidente dell’Authority di Piombino che sotto la sua guida sta diventando un porto di valenza internazionale (e non va ignorata la sua parte nel salvataggio delle acciaierie e dell’intero comparto industriale affacciato alle banchine), vicepresidente e “saggio” di Assoporti, esperto all’interno della stessa sulle problematiche dei dragaggi marittimi, eccetera. Dopo quello di Gallanti, che vanta la presidenza del porto di Genova, la prestigiosa guida dei porti europei e numerosi impegni anche a Bruxelles, il curriculum di Guerrieri è di gran lunga il più specifico per quanto richiesto dalla legge 84/94, con il vantaggio dell’età.
Non è bastato al Pd toscano? Probabilmente la chiave di lettura è un’altra: in tempi di incertezza, si è preferito indicare un criterio di continuità per il (prevedibilmente non breve) periodo del commissariamento di Livorno, con una garanzia di alta qualità non scalfibile da avventure, lasciando aperta la strada per il dopo-riforma.
Con un unico rischio – sottolinea qualcuno – per l’ipotesi di una ancora possibile successione Guerrieri: che nel frattempo, nel quadro delle tante iniziative anche private che stanno maturando sui porti (e sulle tante poltrone che si liberano per i veri specialisti) all’attuale commissario di Piombino venga prospettata una offerta “di quelle che non si possono rifiutare”. Pare che qualcosa ci sia già nell’aria, anche se l’interessato sull’argomento è più chiuso di un’ostrica. Della serie: occhio, perché qualche volta il meglio è nemico del bene. E mirare ad un bersaglio risibile può far perdere di vista il vero problema.
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
4 Marzo 2015

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