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Naviga per le prove di valutazione il fantastico (e criticato) USS Zumwalt

Caccia di ultima generazione, ha linee del tutto innovative e sarà armato anche con il “raggio della morte” ovvero i cannoni elettromagnetici – I tanti dubbi dei detrattori

WASHINGTON – La più grande scommessa progettuale della marina da guerra degli Usa, il caccia (destroyer) “Zumwalt” eponimo di una serie che doveva essere inizialmente di 30 unità, è finalmente entrato in pre-servizio ed ha salpato dal cantiere del Maine per una serie di valutazioni operative concrete. E’ destinato a entrare in linea, se sarà accettato, entro due anni.
Con il distintivo ottico DDG 1000, questa strana nave da 14.600 tonnellate sta interessando molte marina più che altro per le originali linee di scafo e per gli sviluppi di quello che si prefigura come l’armamento del futuro, i cannoni “Rain gun” ad induzione elettromagnetica (volgarmente definiti dal popolo “il raggio della morte”).
[hidepost]Lo “Zumwalt” attualmente è di fatto armato con lanciatori verticali di missili Tomahawh con la capacità di lanciarne ben 252 su bersagli multipli, ed ha in più la capacità di auto-difendersi con armi a tiro rapido antimissili: ma il suo progetto è predisposto per ospitare i famosi, discussi e fantascientifici “rail gun” che la marina Usa ritiene di per rendere operativi entro il 2020. Si tratta di cannoni che non usano il tradizionale esplosivo per lanciare il proiettile, bensì una accelerazione elettromagnetica dello stesso su uno speciale “binario” (da qui la denominazione di “rail gun”). Il risultato è che un proiettile ad alto potenziale parte a una velocità sette volte superiore a quella del suono e può colpire un bersaglio di 5 metri di raggio (in pratica un gommone) a distanza di 400 km.
Arma veramente fantascientifica, lo “Zumwalt” si porta però dietro tante di quelle critiche, sia dal congresso Usa che dagli stessi ambienti delle forze armate, che per alcuni rischia di diventare il più clamoroso fallimento della storia militare americana. Tra le critiche, il costo stratosferico: tanto che il progetto, partito per una serie di 30 o più esemplari, è stato ridimensionato a solo 3 e anche il terzo viene messo in discussione (il secondo è ormai quasi completo). L’alto costo è dovuto sia al progetto, che prevede materiali ultra-sofisticati per rendere quasi nulla la segnatura radar, sia alle grandi turbine necessarie a produrre l’energia elettrica che serve ai “rail gun” (si ritiene che possano dare elettricità a una città da 100.000 mila abitanti). Ci sono feroci critiche anche sulle linee dello scafo, con alto coefficiente di finezza e prua rovesciata, che secondo alcuni non terrebbe sufficientemente il mare in condizioni limiti (burrasca). Il cantiere e i progettisti da parte loro respingono ferocemente ogni accusa sottolineando che sono state fatte prove in vasca con risultati più che positivi. Adesso la risposte definitive sono attese dalle prove di navigazione appena cominciate.

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Pubblicato il
19 Dicembre 2015

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