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“Porte vinciane” l’Authority chiama Firenze

LIVORNO – Sulle “porte vinciane” e sulla soluzione di affidarne la gestione all’Autorità regionale dei porti invece che all’Autorità portuale livornese, c’è stata nei giorni scorsi una piccata replica alle nostre considerazioni da parte dell’assessore regionale toscano alle infrastrutture e trasporti Vincenzo Ceccarelli.
Testualmente: “Le porte vinciane saranno gestite dalla Regione – ha replicato Ceccarelli – coinvolgendo l’Autorità portuale di Livorno e il Comune di Pisa, in modo da assicurare la massima efficienza ed assecondarne il carattere strategico per il porto di Livorno e per le tante attività produttive dell’area pisano-livornese. Noi lavoriamo per questo – conclude la sua nota – insieme alle istituzioni e alla realtà economiche di tutta l’area, senza imbarazzi e senza logiche da tifo”.
[hidepost]Riportata doverosamente la nota dell’assessore Ceccarelli, è altrettanto doveroso riferire che la scelta (“salomonica” ma nemmeno troppo…) dell’Autorità regionale dei porti come gestore Super Partes è considerata dall’Autorità portuale livornese una clamorosa marcia indietro rispetto a quanto era stato ufficialmente concordato con il governatore Rossi. Tanto che ieri il commissario Gallanti da palazzo Rosciano ha firmato una dura lettera proprio nei confronti della Regione, richiamandola all’impegno che era stato sancito di far gestire a Livorno le stramaledette “Porte”. Tanto stramaledette che anche sabato, domenica (e probabilmente lunedì) scorsi le “porte” erano spalancate contro ogni accordo di orario (vedi la foto scattata domenica mattina) e scaricavano una marea d’acqua fangosa in Darsena Toscana dove erano all’ormeggio da Lorenzini la MSC “Lauderdale” e al TDT un’altra grande fullcontainer tenuta necessariamente ben lontana dalle “porte” e dalle sue immissioni di fango.
Ceccarelli scrive che sta lavorando “per assicurare la massima efficienza” del porto e delle attività produttive. L’assessore è certo un uomo d’onore – come diceva Antonio di Bruto nell’orazione funebre di Cesare – ma sembra dimenticare che per la massima efficienza del porto la questione delle “porte vinciane” doveva essere risolta da anni. Che la “foce armata” ancora nei sogni per lo Scolmatore (unica soluzione reale per non compromettere la Darsena Toscana) arriverà chissà tra quanti anni proprio per i ritardi e il disinteresse della Regione, comportando anche l’istallazione di un ponte levatoio sul viadotto stradale verso Tirrenia. Che l’accesso cosiddetto superstradale alla Darsena Toscana e alla auspicata futura Darsena Europa è da anni ed anni condizionato da una ignobile strettoia per non essere stati capaci di risolvere presto e bene il noto cedimento della carreggiata. Che ancora … (omissis, per ora è abbastanza).
Potremmo aggiungere che non fa onore alla Regione (Ceccarelli dirà: io non c’entro … ma è pur sempre uomo a fianco del governatore Rossi) il vergognoso tira-e-molla intorno alla “non scelta” sulla governance del sistema portuale Livorno-Piombino. Ma come detto sopra, ce n’è abbastanza, al momento. Chiosando l’esimio assessore, “senza imbarazzi né logiche di tifo”.
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
23 Novembre 2016

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