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In ConferenzaGNL a Napoli “sdoganata” la cultura del gas

NAPOLI – La “cultura” del Gnl come elemento fondamentale per la mobilità sostenibile anche nel nostro paese è apparsa ormai acquisita nel corso della IV  ConferenzaGNL che si è svolta mercoledi e giovedi scorso alla Mostra d’Oltremare di Napoli. Con una importante notizia collaterale, giustamente enfatizzata al termine degli incontri: alla Camera dei deputati sono state finalmente presentate le linee guida della Strategia Energetica Nazionale elaborate dai ministeri delle Attività Produttive e dell’Ambiente. Dalle linee guida emerge anche il progetto di fare della Sardegna – dove sta nascendo a Oristano un importante centro costiero per il Gnl – un’area SECA che sia anche una specie di laboratorio nazionale per la riduzione delle emissioni nocive.

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Da prospettiva futuristica e non totalmente accettata, la “cultura” del Gnl è ormai diventata un elemento attuale, sul quale si è aperto anche un mercato operativo di primaria importanza. L’impatto economico, che ha la sua importanza anche a fianco di quello ecologico, è stato quantificato durante la conferenza di Napoli dagli analisti di Ref-E in 1,3 miliardi di euro d’investimenti al 2020, di cui quasi 500 milioni in infrastrutture, depositi costieri, navi metaniere e autocisterne; e 300 milioni direttamente per il trasporto navale.

Secondo Diego Gavagnin, coordinatore del comitato scientifico di ConferenzaGNL, va recuperato il ritardo del Mezzogiorno nell’uso diretto del Gnl come combustibile. Le prime nove stazioni di servizio per camion sono tutte al centro-nord, con la più meridionale a Macerata. Sui depositi costieri, con l’eccezione della Sardegna (Oristano) i progetti che hanno avviato le procedure si fermano a Livorno e Ravenna, mentre i consumi di Gnl sarebbero oltremodo significativi nel canale di Sicilia e nei sistemi di traghetti a sud di Civitavecchia. L’impegno del porto di Napoli per un primo grande deposito di Gnl, con un fortissimo investimento, è significativo.

“Le politiche energetiche e ambientali sono evidentemente fondamentali e l’Italia ha un ruolo determinante – ha detto Alessandro Ortis, co-presidente Commissione Economia e Sviluppo PAM (Assemblea Parlamentare del Mediterraneo) – ma ancor più rilevanti sono gli assetti della governance. Il driver di fondo è la soddisfazione dei consumatori; prezzi, qualità dei servizi e dell’ambiente, sviluppo della qualità della vita devono essere l’obiettivo sia per le istituzioni che per le strategie delle imprese e la direzione delle innovazioni tecnologiche. Il tutto nell’ambito della SEN (strategia energetica nazionale) oggi assolutamente di attualità” a concluso.

“Da napoletano sono soddisfatto che questa manifestazione si tenga nella mia città – ha detto Ennio Cascetta per il MIT – ma è soprattutto importante per la rilevanza dei temi trattati che hanno una importante prospettiva. Gran parte degli utilizzi di queste nuove fonti sono i trasporti marittimi e terrestri. Una sinergia tra pubblico e privato è necessaria per lo sviluppo del mercato del gnl. È previsto un impegno importante nei porti per il gnl a partire proprio dall’autorità portuale del mar Tirreno”, ha concluso Cascetta.

“Abbiamo posto in rilievo l’importante decreto n. 257/2016 che pone le basi per un maggior sviluppo del settore, ma anche evidenziato come sia necessario che Pubbliche Amministrazioni e Imprese, con un’azione singergica e proattiva, facciano la loro parte per garantire un pieno funzionamento delle misure previste” ha dichiarato Francesco Franchi, presidente di Assogasliquidi.

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A fianco delle tante interessanti relazioni scientifiche e tecniche della “due giorni” – ne abbiamo pubblicato l’elenco completo sul giornale di mercoledi scorso – la seconda edizione di ExpoGNL ha mostrato per la prima volta nel sud Italia tutta una serie di realizzazioni che hanno il Gnl come punto di arrivo: camion dual-fuel Iveco, stazione mobile di rifornimento di HAM Italia, serbatoi criogenici della HVM livornese, stazioni di servizio Bernardini, forniture Polargas, motori marini Wartsila. Molto interesse per il terminale Olt Toscana Offshore ancorato al largo di Livorno, che ha in corso anche un progetto per l’attracco di bettoline-gasiere a servizio dei depositi costieri in via di progettazione.

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Pubblicato il
13 Maggio 2017
Ultima modifica
18 Maggio 2017 - ora: 16:56

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