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La Riforma? Se le gestioni le decidono i TAR…

LIVORNO – A voler pescare nel torbido – e non ditemi che ci sguazziamo – ci sarebbe da andar avanti per un pezzo. Fermiamoci alla Riforma. Leggiamo che – notizia di pochi giorni fa – il presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru ha finalmente firmato l’intesa per la nomina del suo assessore ai trasporti, Massimo Deiana, nel comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale. La Sardegna ha vinto la bambolina di ultima arrivata, visto che anche la Sicilia, con l’ok a Pasqualino Monti pare l’abbia battuta di un’incollatura.

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A un anno e rotti dal varo della Riforma, non c’è da stare allegri, perché adesso ci sono da fare i comitati di gestione, i tavoli di partenariato, gli organi centrali di controllo (tavoli dei presidenti delle AdsP) eccetera. Delrio ce la mette tutta, ma le lumache vanno più veloci della Riforma. E’ la politica all’italiana, bellezze!

Rimangono nel limbo delle mancate decisioni i contrasti sulle due scuole di pensiero sui sindaci (e presidenti di Regione) nei comitati. Delrio ha detto di essere contrario, ha preannunciato un apposito decreto, che però gli è stato impallinato dagli uffici legali. Così è finita come al solito “liberi tutti”: ovvero ciascuno ha fatto a modo suo. A Livorno e Civitavecchia ai sindaci 5Stelle sono state sbattute le porte in faccia, a Trieste e Genova invece braccia aperte e presidenti che sbeffeggiano Delrio (“Il suo è solo un parere politico”). Di più: il governatore del Friuli-Venezia Giulia Debora Serracchiani, ha cominciato a tampinare Delrio perchè si decida a decretare l’accorpamento di Monfalcone con Trieste, che è tra i pochissimi porti a non avere “sistema”. La Serracchiani adesso ha il dente avvelenato con il ministro perchè voleva sbatterla fuori dal comitato di Trieste. Vecchio detto: dagli amici mi guardi Iddio… Difficile dar torto alla Serracchiani, che del resto per il porto di Trieste e per la logistica della sua Regione s’è sempre data da fare. Dunque, come ci ha detto anche Zeno D’Agostino, i sindaci e i presidenti di Regione nei comitati di gestione dei porti vanno considerati un valore aggiunto. Intanto, tutto è fermo o quasi. E allora, perchè non si definisce una volta per tutte la diatriba? Si vuole che ancora una volta siano a decidere i tribunali, i TAR, gli avvocati e l’infinita serie dei cavilli che saranno certo tirati fuori dalle varie parti?

L’apripista è Livorno dove il sindaco ingegner Filippo Nogarin, dopo una serie di colloqui (amichevolmente polemici, dicono) con il presidente dell’AdsP ingegner Stefano Corsini gli ha sparato addosso il preannunciato ricorso al TAR della Toscana, con tanto di richiesta di sospensiva al “niet” sul suo ingresso nel comitato di gestione. Nogarin ha chiesto anche i danni personali, perchè non gli sono stati riconosciuti i titoli professionali. Ed ha ribadito, nel ricorso, che la stessa Authority ha tenuto in frigo per oltre due mesi il comitato di gestione, per quanto completato, proprio per non attivarlo con la presenza del sindaco di Livorno.

Si preannunciano tempi lunghi, certo non facili. E ne avremo, temo proprio, da pescare nel torbido…

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
17 Giugno 2017

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