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Nuovo hub portuale a Ravenna impegno a Roma per fare presto

RAVENNA – E’ stato ufficialmente presentato il progetto “hub porto di Ravenna” che subito dopo è arrivato al ministero con l’impegno ad accelerare tutto l’iter. Il piano prevede fondali da 12,50 a 13,50, il riprofilamento delle banchine, nuove aree logistiche e il potenziamento delle ferrovie.

“Il potenziamento di una piattaforma fondamentale per l’economia e la logistica dell’Emilia-Romagna come il Porto di Ravenna – ha detto il presidente della Regione Stefano Bonaccini – rappresenta per noi un obiettivo strategico e quello di oggi è un passo avanti importante per centrarlo. Lo avevamo detto fin dal giorno del nostro insediamento: questa è una legislatura nella quale intendiamo impegnare ogni energia per contribuire a sbloccare o avviare gli interventi e le opere necessarie a dotare i nostri territori di quella rete infrastrutturale che consenta alla nostra regione di aumentare ancora di più la propria attrattività e competitività sul mercato nazionale, europeo e su quelli internazionali”.

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Raffaele Donini, assessore regionale ai Trasporti a sua volta ha detto che “Si tratta di un progetto che nasce grazie all’impegno delle istituzioni, dell’autorità portuale e anche dei privati. Il nuovo porto, più grande e capace, sarà una importante occasione di ulteriore sviluppo e occupazione per la città di Ravenna e non solo. L’intervento si inserisce nel più ampio progetto che riguarda le reti infrastrutturali regionali. Sono infatti collegati a questo progetto i lavori ferroviari, previsti dall’accordo da 21 milioni di euro con Rfi, Autorità portuale e Comune di Ravenna, per migliorare l’accessibilità al porto”.

Il progetto è molto lineare e semplice; sono operate tutte le scelte – è stato ribadito – che avessero la percentuale più alta di possibilità di successo. Il progetto iniziale è stato rimodulato, pur non diminuendone l’ambizione, per offrire la certezza al sistema delle imprese ravennati e ai tanti investitori che guardano con interesse al porto di Ravenna, che già nei prossimi anni si inizierà a scavare. Tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione e tutte le realtà economiche e sociali della città hanno operato per il clima positivo sul tema. La città si è unita, ha accantonato polemiche, particolarismi, interessi legittimi, fisiologici scontri politici, per raggiungere l’obiettivo. Questo è un progetto che appartiene all’intera città.

Ora lo scadenziario proposto è prudenziale e contempla tutte le possibili condizioni. Da oggi, insieme al presidente dell’Autorità portuale Rossi – ha detto ancora Bonaccini – lavoreremo per far sì, non solo che il progetto venga approvato e si proceda con l’escavo, ma che parallelamente si cerchino tutte le soluzioni idonee ad accelerare i tempi.

La fase due vedrà la realizzazione delle banchine già predisposte per i 14,5 metri e l’ulteriore approfondimento del canale, fondamentale per garantire alcuni investimenti importanti come ad esempio quello del nuovo terminal container.

Per quanto riguarda il tema del collocamento dei sedimenti generati da questa seconda fase, è stata sollecitata l’Autorità portuale perché, nel tempo minore possibile, si lavori per rendere funzionante un impianto di trattamento più volte annunciato e che nel medio/lungo periodo rappresenta la soluzione strutturale al problema degli escavi. La realizzazione di un grande impianto, come ce ne sono in Europa, è necessaria per raggiungere profondità adeguate ad un porto competitivo e all’avanguardia”.

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Pubblicato il
20 Settembre 2017

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