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Rimorchio nei porti: sindacati contro il MIT

Mauro Coletta

ROMA – Sul servizio di rimorchio nei porti nazionali, con una recente nota indirizzata dal ministro del MIT a firma del direttore generale Coletta si è richiamata l’attenzione sull’articolo 199 del Decreto legge n. 34 del 19.5.2020 (Rilancio) che al comma 3, lett.c) prevede la proroga di 12 mesi delle concessioni di rimorchio. Nella nota si evidenzia che, “tenendo conto del dato letterale della disposizione, la proroga riguarda tutte le concessioni vigenti comprese quelle già prorogate e quelle provvisorie”.

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“Con l’occasione – continua la nota del direttore Coletta – si comunica che è stato segnalata al Ministero l’esigenza, dove ritenuto possibile e fermi restando gli standard di sicurezza necessari, che si proceda ad una riorganizzazione del servizio di rimorchio a fronte della minore domanda dello stesso che si sta registrando in questa fase di emergenza. Poiché i tempi del procedimento ordinario di riorganizzazione mal si conciliano con un intervento tempestivo in tal senso, si ritiene che, ove tale riorganizzazione temporanea sia possibile, codesti Comandi possano procedere con propria ordinanza, previo confronto con il concessionario, d’intesa con l’Autorità di Sistema Portuale e comunicando il provvedimento alle associazioni di categoria interessate e alla scrivente per conoscenza. Un intervento di questo genere, sia pure limitato nel tempo – conclude Coletta – potrebbe consentire di ridurre i costi del servizio a fronte della riduzione di fatturato derivante dalla minore domanda, e di contenere gli effetti sulle tariffe future”.

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La nota è stata immediatamente contestata dalle centrali sindacali del personale con il seguente comunicato.

FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTRASPORTI chiedono un immediato intervento della ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti volto a sospendere gli effetti della Circolare del 27 maggio 2020 emanata dal proprio Ministero in materia di riorganizzazione unilaterale del servizio di rimorchio nei porti italiani e dei conseguenti provvedimenti da essa innescati.

La richiesta delle segreterie nazionali nasce da questioni di metodo e di merito in una fase complessa per l’economia nazionale portuale e marittima e per le ripercussioni sui lavoratori del settore per i quali alcune società concessionarie hanno già avviate e concluse le procedure di accesso alle prestazioni del Fondo settoriale Solimare.

La Direzione Generale per la vigilanza sulle Autorità Portuali ed il trasporto marittimo ha attribuito alle Capitanerie di Porto e alle AdSP le responsabilità di ulteriori penalizzazioni a carico dei lavoratori che si determinano, come nel caso di Livorno, senza alcun preventivo confronto con le OO.SS..

In assenza di riscontro le segreterie nazionali di FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTRASPORTI, al fine di tutelare le lavoratrici e i lavoratori interessati decideranno le azioni da intraprendere.

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Pubblicato il
6 Giugno 2020

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