Visita il sito web
Tempo per la lettura: < 1 minuto

Noi in Turchia secondo norma ma folle

LIVORNO – Possiamo provare a capire tutto o quasi. Ma francamente il rimanere fanalini di coda anche sulla questione – non secondaria – delle demolizioni navali sfugge alla nostra forse limitata comprensione. In Germania si sono mossi, anche se in ritardo e su temi di illegalità manifesta: e da noi?

Che poi la Marina Militare italiana – e per essa il Ministero della Difesa o altri dicasteri – dopo aver tenuto anni ed anni vecchie navi dismesse ad arrugginire in vari porti – compreso il nostro caro Bagnolini – ne invii un gruppo in Turchia da demolire, esula da ogni logica. Ci dicono che i siti in Turchia costano meno che i (pochi) cantieri italiani a norma UE: forse sarà vero, ma se ci mettiamo le spese di trasferimento con una nave speciale, il recupero dei materiali ancora riutilizzabili (oggi il rottame metallico vale oro) e infine il lavoro italiano che si sarebbe sviluppato, siamo davvero a chiederci chi ha deciso simili capolavori.

[hidepost]

Riconosciuto che tutto è legale, dovremmo ricorrere al vecchio paradigma che qualche volta la legalità maschera scelte sbagliate, controproducenti o addirittura autolesioniste. Oppure no?

A.F.

[/hidepost]

Pubblicato il
1 Settembre 2021

Potrebbe interessarti

Il neo-kompanjia Stachanov

Il kompanjia Aleksej Stachanov in confronto era, come si dice da noi, uno scansafatiche: cioè robetta. Perché oggi l’avvocato Matteo Paroli copre in contemporanea due cariche da far tremare le vene ai polsi. È...

Leggi ancora

Per la guerra per la pace

C’è qualcosa di nuovo oggi nel cielo. No, non è l’aquilone della poesia di Giovanni Pascoli, quella che noi anziani dovevamo studiare a scuola. Il qualcosa di nuovo sono i droni: diventati in poco...

Leggi ancora

Tasse e governi

C’è la stagione di tutte le cose e di tutte le passioni. Questa d’oggi, per dirla come lo scrittore americano John Steinbeck, è quella “del nostro scontento”. Scontento? Noi del ceto medio siamo ancora una...

Leggi ancora

Hic sunt leones

Può anche darsi che, come spesso accade, l’allarme lanciato ai primi del mese dall’ammiraglio Enrico Credendino risponda anche all’altro celebre detto latino  Pro Domo Sua, riferito come noto a Cicerone. Però il capo di...

Leggi ancora

Uno scavalco che non scavalca mai

Se ne parla con comprensibile pudore: anche lo “scavalco” ferroviario tanto atteso e tanto sbandierato tra l’interporto Vespucci e le banchine di Livorno, finisce nell’elenco delle speranze deluse: almeno per i tempi. Scriveva Silvia...

Leggi ancora

Quando Berta filava

Non c’è niente da ridere: semmai da capire perché altre realtà portuali, in particolare non nazionali, ci stanno surclassando sia come adeguamento di strutture e fondali, sia come traffici. E fa male al cuore ricordare che fummo, con...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio