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Microcar elettriche, perché no in città?

Nella foto: L’Isetta BMW.

La presentazione su queste pagine della microcar full electric della Citroën, la “Ami” venduta solo su internet, ha interessato alcuni lettori che sul web o per telefono ci hanno chiesto due ordini di chiarimenti:

La “Ami” Citroën è davvero distribuita per tutta Italia da Guasticce, alla periferia di Livorno, grazie al centro di montaggio e collaudo dell’interporto Vespucci? È possibile in tal caso andare a prenotare una visita o addirittura una prova?

Inoltre: la microcar del tipo “Ami”, se è omologata come quadriciclo, può essere l’alternativa al solito scooter per un ragazzino, con una maggiore protezione anche durante l’inverno?

Infine: esistono altre microcar elettriche oltre all’Ami”?

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Caro Adamo, un inciso prima di tutto su Eva: personalmente ringraziamo il creatore di averci dato anche Eva e di averla fatta tentatrice. Magari fa tutto parte del mito religioso, ma ci piace pensare che un mondo senza l’elemento femminile sarebbe stato assai monotono, per non dire peggio. Pensate: solo uomini che generano bambini per partenogenesi…

Rispondiamo prima all’ultima domanda, che è la più facile: a quanto ci risulta, le microcar elettriche stanno nascendo come funghi in particolare in Cina ed India, ma è anche per il mercato italiano. Si chiama “Microlino”, è stata recentemente presentata anche dal mensile dell’ACI. I più anziani tra noi riconosceranno nell’immagine la derivazione da una celebre antenata degli anni ’50, l’Isetta: era una specie di triciclo con un motore monocilindrico da moto, due posti affiancati e un’aria sbarazzina che ne aveva decretato il successo, perché dopo l’Isetta fu costruita su licenza anche la BMW tedesca. Ne furono venduta oltre centomila, secondo i resoconti.

Al salone di Monaco è stato presentato anche un nuovo micro, il “Transformer”: oltre al motore elettrico ha una struttura irrigidita e due posti disposti a tandem. Con una chicca: per parcheggiare, tirando una leva si riduce di larghezza fino a un metro! Viene attualmente proposta da una azienda di Israele ma la costruzione è alla periferia di Torino: e secondo l’ACI ne sono state già ordinate oltre 25 mila senza ancora averla vista su strada.

Tornando all’Ami Citroën, ne circolano già alcune come dimostrazione. Per vederla, basta cliccare sul sito web: tra l’altro esisterebbero infinite possibilità di personalizzazione nei colori e persino nelle decorazioni. Pare che costi interno agli 8 mila euro. Infine: adatta ai ragazzi? Certo, non meno di uno scooter, ma dipende dai gusti del…branco.

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Pubblicato il
6 Novembre 2021

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