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Autostrade del mare: ancora una speranza

C’è la possibilità di reperire una parte del necessario dai fondi generali per l’autotrasporto – In caso negativo molte linee transfrontaliere rischiano grosso

Tommaso Affinita

ROMA – L’ecobonus per favorire l’utilizzo del mare in alternativa alle autostrade come noto non è stato rifinanziato dal governo, malgrado gli impegni a suo tempo assunti dal ministro Matteoli. E in un comparto dove la crisi ha colpito e continua a colpire duro (si legga la nota a fianco di Trasportounito) l’ulteriore mazzata si sente: in particolare su quelle linee di traghetti che, proprio contando sull’effetto promozionale dell’ecobonus, avevano istituito collegamenti transfrontalieri che a questo punto stanno subendo brusche inversioni di crescita.
“Rimane aperta ancora una speranza – sottolinea l’amministratore delegato di RAM Spa avvocato Tommaso Affinita – che è quella di poter pescare nei fondi stanziati sul 2010 per l’autotrasporto.” Affinita, che è un diplomatico, si ferma qui. Sembrerebbe tuttavia che qualcuno nel governo abbia ventilato infatti la possibilità di reperirvi con successivi aggiustamenti quei 30 o 40 milioni necessari per supportare i trasportatori che vorranno ancora valersi delle autostrade del mare in alternativa a quelle terrestri.

Il governo peraltro sa benissimo che il meccanismo delle Autostrade del mare non è ancora economicamente autosufficiente ed ha bisogno dell’ecobonus per perseguire l’importante obiettivo di alleggerire il traffico pesante dalle strade, sia per motivi ambientali e di salute pubblica che di mera sicurezza della circolazione. Peraltro finché è stato in vigore, l’ecobonus ha dimostrato la sua validità visto che nel 2008 sono stati liquidati quasi 40 milioni di euro e le domande relative al 2009 hanno raggiunto i 70 milioni. Una crescita dunque che lasciava ben sperare. Dare continuità al sistema è dunque una esigenza importante: sulla quale peraltro aveva convenuto anche buona parte del governo nel convegno internazionale del 1º ottobre scorso, svoltosi significativamente presso il ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Successivamente anche Confartigianato Trasporti, con un documento del suo presidente Francesco Del Boca, aveva sollecitato il governo perché, visti gli ottimi risultati dell’ecobonus all’Italiana, il provvedimento venisse prorogato per altri tre anni. Sollecito, come si vede, totalmente disatteso per il “niet” del ministro delle Finanze Tremonti anche di fronte ai solleciti del collega Matteoli.

Pubblicato il
6 Marzo 2010
Ultima modifica
11 Marzo 2010 - ora: 16:10

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