Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Solo cominciata la “battaglia” per Livorno

Molti “dietrismi” sulla spaccatura nel porto, ma spetta al ministro stabilire se le candidature sono sufficienti o no – Gli sviluppi non saranno immediati

LIVORNO – Al ministro delle Infrastrutture e Trasporti sono arrivati, entro il “tempo massimo” stabiliti in lunedì scorso, le candidature degli enti locali per i rinnovi delle presidenze delle Port Authorities che scadono il 5 dicembre: cioè Livorno, Trieste e Bari.


[hidepost]

Di Trieste e Bari parliamo a parte, qui a fianco. Per Livorno, dopo la candidatura a sorpresa di Roberto Nardi da parte della “sua” Camera di Commercio, le altre istituzioni hanno fatto blocco compatto ed hanno designato il presidente uscente, Roberto Piccini. Era largamente scontato, come era scontato che per ottemperare alla legge il nome di Piccini dovesse essere affiancato anche da altri due (la famosa “terna”) o almeno da un altro nome. Solo che le istituzioni – sembra in pieno accordo con la Regione Toscana – puntavano e puntano alla riconferma di Piccini, per cui i nomi (o il nome) di accompagnamento non avrebbero dovuto dargli ombra. Cosa che invece fa il nome di Nardi, anche se il presidente camerale ha voluto chiarire, con dichiarazioni ufficiali, di aver accettato la candidatura “per spirito di servizio” rispondendo alle sollecitazioni di parte delle categorie economiche. “Ma non sono contro Piccini – dice Nardi – e la mia corsa può anche finire qui. L’importante è che non mi sia stato chiesto di fare da “ancella” a qualcuno”.

Adesso il ministro ha trenta giorni di tempo per rispondere alle designazioni. E naturalmente si apre un dibattito assai acceso se i due nomi – Piccini e Nardi – siano sufficienti a una scelta. C’è chi sostiene tra l’altro che Nardi non risponda in pieno alle caratteristiche richieste dalla legge, mentre c’è stato anche un tentativo del sindaco di Livorno di chiedere a Nardi – come evidente rivalsa per aver rotto le uova nel paniere di giochi che sembravano già fatti – le dimissioni immediate da presidente camerale. Cosa che ovviamente Nardi non ha nemmeno preso in considerazione, ribadendo anzi che la legge non considera affatto incompatibile le due presidenze (Authority e Camera) se anche ci si dovesse arrivare.

L’impressione generale è che si sia solo avviata una lunga diatriba, che ha spaccato gli ambienti portuali (Spedimar e gruppo Lorenzini con la Cilp a favore di Piccini, Asamar, o almeno il suo presidente Silvio Fremura ed altri appoggiati da un settore della Confindustria locale contro la riconferma dell’attuale presidente. Ma c’è abbondantemente tempo per rimescolare la prima calata delle carte.

[/hidepost]

Pubblicato il
8 Settembre 2010
Ultima modifica
20 Settembre 2010 - ora: 08:13

Potrebbe interessarti

Festìna lente, anzi lentissimo

L’antica saggezza del suggerimento dell’imperatore Augusto, sembra diventata la guida più seguita non solo dalla politica nazionale ma anche dall’Authority di Livorno e Piombino. Dopo quasi un anno dall’insediamento del nuovo presidente, dopo tutta...

Leggi ancora

Salone nautico dei sogni proibiti

Aveva voglia il Gattopardo – ovvero Tomasi di Lampedusa – a sostenere che bisogna cambiare tutto per non cambiare niente. Oggi, di fronte alle notizie d’anteprima per il prossimo, sempre più grande salone nautico...

Leggi ancora

In ricordo del sor Aldo

LIVORNO.  Forse perché invecchiando il presente richiama sempre di più il passato. O forse perché gli amici veri rimangono legami importanti anche se non ci sono più.  È così che ogni 15 settembre mi...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio