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La via crucis dell’Euro

Intanto la risalita del dollaro favorisce le nostre esportazioni

LONDRA – Gli inglesi non ne sono molto convinti, anche se Cameron difende la scelta di rimanere sganciato dall’euro. Gli ultimi paesi dell’est ad entrare nell’Unione Europea hanno rallentato sulla moneta unica, vogliono stare a guardare. E in Francia c’è chi, facendo la fronda a Sarkozy e al suo governo – vedi la vignetta qui sopra apparsa sul giornale satirico della sinistra parigina – mette in dubbio addirittura che l’euro riesca a superare l’inverno.

In realtà, tutti gli analisti più seri sottolineano che la scomparsa dell’euro e il ritorno alle monete nazionali sarebbe un dramma per tutti, Germania compresa malgrado il suo amore per il vecchio marco. Semmai va valutata, in questo inizio dell’anno, la debolezza del cambio con il dollaro: senza voler pretendere di analizzare in queste pagine un fenomeno tanto complesso, l’euro debole favorisce l’export verso gli Usa e il Canada da parte dell’Europa, e in particolare dell’Italia. Che si è confermata anche a fine 2011 come uno dei paesi dell’Europa che ha saputo meglio esportare grazie alla dinamicità della piccola e media impresa. Gli scongiuri sono d’obbligo: ma la gufata della vignetta del “Canard” francese non sembra davvero possa realizzarsi.

Candide

Pubblicato il
7 Gennaio 2012

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