Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Revisioni portualità e segnali

ROMA – In tempi di “spending review”, o per dirla all’italiana di tagli alla spesa pubblica, la vicenda delle ventidue e passa Autorità portuali è un po’ surreale. Ed è surreale che si lancino al vento progetti di accorpamenti selvaggi, o compattazione in sistemi, o addirittura di macro-sistemi di mare (Tirreno ed Adriatico) mentre poi la montagna continua a partorire topolini.

[hidepost]E specialmente, mentre l’Assoporti – ovvero l’associazione di queste Autorità portali che non si sa bene che fine faranno – sta per riunirsi in assemblea di “rifondazione” d’accordo in linea di massima solo su una staffetta alla presidenza.

Certo, le considerazioni che qui a fianco propone Luciano Guerrieri sono tutt’altro che peregrine. E certo dimostrano che anche nelle Autorità portuali c’è chi, dall’interno, ha inquadrato e vuole inquadrare il problema nel suo complesso, cioè sul piano della sopravvivenza della portualità italiana piuttosto che della propria singola persona. Però non so bene se le considerazioni di Guerrieri – che non va dimenticato è uno dei tre “saggi” di Assoporti – sono frutto di una visione personale o fanno parte invece di un progetto più condiviso, che dopo l’Assemblea potrebbe diventare la “road map” della nuova Assoporti.

Auguriamoci che sia così. Certo, non depone a favore di strategie nuove, condivise e nell’interesse generale, la battaglia politica che continua sulle stesse Autorità portuali. Un segnale tra i tanti è la recente sentenza che ributta all’aria una presidenza perché il nominato al vertice – con tanto di parere favorevole dell’avvocatura di Stato e quindi di benedizione di questo governo – non ha la cittadinanza italiana. Qui non si discute di meriti, di capacità, di programmi: ma solo di un pezzo di carta in un’Europa che dovrebbe vederci tutti – Merkel a parte – cittadini uguali ed accetti. Come segnale, lascia da pensare.

Antonio Fulvi

[/hidepost]

Pubblicato il
11 Luglio 2012

Potrebbe interessarti

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio