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Assagenti il rebus dei noli

GENOVA – Dopo oltre tre anni di crisi dei noli delle rinfuse, a seguito del crack di metà 2008, gli operatori speravano che il 2012 avrebbe segnato un’inversione di tendenza, ma così non è stato, anzi, il 2012 si è rivelato, se possibile, peggiore del 2011 e del 2010.
[hidepost]Ora si guarda al 2013 come possibile anno di svolta; ma cosa dicono i fondamentali del mercato?
Nell’ambito del tradizionale appuntamento organizzato dal Gruppo Giovani Assagenti, quest’anno realizzato in collaborazione con Wista Italia, giovedì scorso nella Sala del Capitano dell’Autorità Portuale di Genova, Alberto Bonino della Genoa Sea Brokers, Carlo Kahya della Banchero Costa & c. ed Ennio Palmesino della Genoa Sea Tankers hanno approfondito rispettivamente l’andamento del mercato dei noli nel settore dei carichi secchi, dei container e dei carichi liquidi.
L’eccesso di navi e una domanda più debole del previsto continuano a compromettere la ripresa delle portarinfuse secche, delle petroliere e delle portacontainer. All’inizio di febbraio i noli delle petroliere da greggio hanno raggiunto un nuovo minimo storico e secondo molti analisti la ripresa del mercato dello shipping a livello internazionale rimane ancora un miraggio. «Lo dicono i numeri e le previsioni riportate nelle prospettive del settore dry – spiega Bonino – l’opinione generale si divide tra i più ottimisti, che ipotizzano una ripresa nel 2014, e i più negativi, che non vedono un miglioramento fino al 2016».
Anche il settore dei contenitori ha risentito pesantemente della crisi generale: dall’autunno 2008 il mercato, influenzato anche dalla crisi economica mondiale, ha incominciato un costante declino che ha portato al dimezzamento dei noli in un solo anno. «Nonostante il periodo di mercato negativo – afferma Kahya – le maggiori compagnie di linea hanno concentrato i loro ordini di portacontainer a capacità sempre maggiori, che da 2.500/8.000 teu arriva ora alle recenti 16.000 della Cma-Cgm e alle 18.000 in arrivo a breve per conto della Maersk, le triple-e».

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Pubblicato il
16 Febbraio 2013

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