L’interporto di Padova cresce come porto-containers inland

Cinquemila treni blocco all’anno in particolare dai tre principali porti tirrenici di La Spezia, Genova e Livorno ma anche da Rotterdam – Il timore: la proliferazione di aree logistiche come bolle speculative immobiliari

Sergio Giordani

PADOVA – Nato quarant’anni fa come centro per i corrieri, quando il concetto di logistica era ancora quasi esclusivamente militare – l’avevano inventato le legioni romane, che proprio grazie a una logistica allora d’avanguardia avevano conquistato mezzo mondo – l’interporto di Padova festeggia in questi giorni il traguardo del 95% di riempimento dei propri magazzini e della più alta percentuale di operatività per ferrovia del comparto. Con una preoccupazione, che il presidente dell’interporto Sergio Giordani ha espresso pochi giorni fa sulla stampa locale: quella della “proliferazione di aree logistiche, magari finanziate dal pubblico, che creano bolle speculative immobiliari tali da vanificare quanto è stato fatto qui da noi in quattro decenni di pianificazione e investimenti”.
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