Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Il pontone “Italia” a Siracusa sul relitto della cisterna “Gelso”

L’impresa Neri mobilitata per tagliare a pezzi ed eliminare la nave ormai perduta – I mezzi e gli uomini dell’operazione

SIRACUSA – Una delle operazioni di recupero navali più delicate del momento è stata affidata all’impresa livornese Neri, in collaborazione con i tecnici dell’olandese Smit, ed è già in corso da qualche giorno. Si tratta del recupero della motocisterna “Gelso” incagliatasi il 10 marzo scorso sulle scogliere di Capo Santa Panagia, a nord di Siracusa, in conseguenza di una burrasca. La nave, 150 metri di lunghezza, 22,50 di larghezza e 12,60 metri di pescaggio, è di recente costruzione (2008): ma a causa dei danni riportati dall’incaglio deve essere demolita a pezzi. Allo scopo sono già entrati in azione i pontoni livornesi “Meloria” e “Italia”, quest’ultimo un gigante in grado di sollevare fino a 1000 tonnellate alla volta.
[hidepost]
Il progetto di recupero prevede che la rimozione del relitto – che ha lo scafo e le cisterne totalmente squarciati: per fortuna le cisterne del greggio erano vuote – avvenga sezionando lo scafo dopo aver asportato le sovrastutture: operazione già in corso grazie alla potenza del pontone “Italia” e alla capacità del suo equipaggio. Anche la rimozione delle sezioni dello scafo, da tagliare con l’intervento di operatori subacquei specializzati, ha avuto come preludio una accurata ispezione di tutti i locali per evitare dispersioni di liquidi o materiali inquinanti. Un’operazione, in sostanza, che si rifà a quella svolta preliminarmente dall’impresa Neri sul relitto della “Costa Concordia” per svuotarla del fuel nelle cisterne e per rimuovere tutti i liquidi inquinanti di bordo.
Determinante per tutta l’operazione è il pontone “Italia”, uno dei più potenti del Mediterraneo e che i Neri hanno utilizzato anche in altre operazioni di altissima specializzazione, come la rimozione di un relitto che anni fa ostruiva parzialmente il canale di Suez. A conferma dell’altissima qualità del lavoro dell’impresa livornese.

[/hidepost]

Pubblicato il
19 Giugno 2013

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio