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Centro servizi a La Spezia è quasi pronto

LA SPEZIA – Un centro unico servizi, per i controlli alle merci in containers che non siano ripetitivi e specialmente che accelerino i tempi di “liberazione” di ogni teu.
[hidepost]E’ il sogno di molti porti, che a La Spezia sta diventando realtà, con il protocollo firmato dal presidente dell’Autorità portuale Lorenzo Forcieri con l’Agenzia delle dogane, la Guardia di Finanza, il team ispettivo del ministero della Salute e gli altri soggetti istituzionalmente delegati ai controlli.
Il nuovo centro servizi è a Santo Stefano Magra, il retroporto da anni “polmone” delle banchine spezzine. L’accordo prevede che ogni container sottoposto a controlli per campione venga aperto una volta sola, sbrigando in tempo reale – ha sottolineato Forcieri – operazioni di verifica che oggi comportano anche una settimana e più di attesa.
Il pre-clearing (sdoganamento con ancora le merci a bordo) che fa parte del progetto partirà già entro una decina di giorni. A marzo saranno completati i lavori per ristrutturare la palazzina dei servizi, con un investimento di circa 800 mila euro, e che ospiterà lo sportello unico tanto auspicato, con tanto di piattaforma informatica e processo di pre-clearing totale. Da parte sua la dogana ha già acquistato un moderno scanner da 4 milioni di euro da piazzare in loco. Entro aprile, secondo l’Authority spezzina, il centro servizi di Santo Stefano Magra sarà totalmente operativo.
E gli altri porti? Se ne parla in quasi tutti, ma al momento si è indietro, molto indietro, troppo indietro. E certi divari pesano.
Pesano tanto che il confronto fatto di recente da Il Sole-24 Ore con il porto di Rotterdam (edizione di martedi scorso 3 dicembre) è impietoso. Secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato di Fercam Thomas Baumgartner la sosta di un container a Rotterdam è di poche ore, nel caso peggiore di un giorno. Mentre in Italia si arriva a casi limiti di un container all’export rimasto bloccato per 3 mesi. Ci sono clienti italiani che chiedono espressamente a Fercam – che è l’ottavo operatore logistico in Italia e controlla anche Gondrand – di operare attraverso Rotterdam malgrado la lontananza dall’Italia. E il risultato è che 220 mila teu all’anno evitano i porti italiani per scegliere Rotterdam.
A.F.

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Pubblicato il
7 Dicembre 2013

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