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Piano regolatore al sofferto arrivo della lunga storia

ROMA – Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sembra deciso: venerdì prossimo 17 ottobre licenzierà – si spera senza stravolgimenti – il piano regolatore del porto di Livorno.
[hidepost]Se lo trascina, quest’esame, da almeno sei mesi: e dicono che tutto sommato non è stato nemmeno un tempo eccessivo.
Se dunque ci siamo, si avvicina quello che diventerà un passaggio storico: un nuovo piano regolatore dopo più di mezzo secolo in cui, di volta in volta, si è andati avanti con modeste varianti: un pizzicotto di qua, un moletto di la, rimanendo di fatto il porto che era stato disegnato ricostruendo quello raso al suolo dalla seconda guerra mondiale.
Secondo quello che a Palazzo Rosciano tutti sperano, il nuovo PRP non dovrebbe uscire stravolto dall’esame del Consiglio Superiore. Pare che le anticipazioni raccolte a Roma parlino di qualche chiarimento in particolare sui collegamenti stradali e ferroviari con le banchine, una volta fornite le ultime indicazioni – quelle che erano state chieste dalla Capitaneria – sul taglio dello “sperone” della calata Orlando per il terminal crociere. Neverending story alla fine? Pare impossibile che qualcosa si concluda in questo paese dai rinvii infiniti…
Le preoccupazioni semmai vengono per il dopo immediato all’OK di Roma. Per quella serie di dichiarazioni – in consiglio comunale “sparate”, in altre sedi solo sussurrate – secondo le quali il sindaco Nogarin e i suoi vogliono rimetterci bocca, cambiando molte cose. Una tesi che va contro la logica e gli accordi – l’intesa sulle linee di piano presentate a Roma era già stata sottoscritta dal precedente consiglio comunale – ma che può trovare una giustificazione sui farraginosi meandri della burocrazia decentrata. Tanto che si chiede in questi giorni alla Regione Toscana – con il presidente Enrico Rossi che si è speso più volte per la rapidità dell’iter relativo al porto livornese – di facilitare le cose inserendo nella revisione (in corso d’opera) della legge n.1 sul governo del territorio anche una semplificazione sostanziale dei “passaggi” per il PRP. In sostanza, invece della lunga serie di passaggi che il piano dovrà ancora subire sul territorio per la sua definitiva adozione (conferenze di servizi, etc) si chiede che sia la Regione a farsi carico di un unico, definitivo e non “impallinabile” vertice, nel quale rispondere alle osservazioni, benedire le scelte e dare il via.
Una linea credibile, questa, o un’ennesima illusione. Della serie: ce la faranno i nostri eroi a portare a casa un risultato prima che anche a Palazzo Rosciano partano i ludi (politici e partitici) per i rinnovi dei vertici? E Gallanti ci regalerà davvero un nuovo porto o lascerà al successore il solito cerino acceso a scottadita?
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
15 Ottobre 2014

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